Sabato 19 Settembre p.v. si terrà regolarmente a Napoli la tavola rotonda “La chiave della vita”, seguito e conclusione del convegno virtuale (con la sola pubblicazione su Laboratorio degli interventi dei relatori) del Marzo scorso.

Si specifica che nella sala dell’incontro verranno attuate le misure previste per il distanziamento nei luoghi chiusi e che per questo motivo i posti disponibili saranno massimo 50. Si raccomanda pertanto la puntualità.

Durante la tavola rotonda i relatori, partendo da quanto pubblicato nel marzo scorso, effettueranno un aggiornamento sulle tematiche trattate, aprendo ad una discussione interattiva con il pubblico:

  • “La chiave della vita. Quale vita” di Giuseppe Rampulla;
  • “Ankh, Qabbalàh ed il mistero irrisolto del numero 137” di Fabio Truc;
  • “Il codice Neftis” quale aggiornamento delle relazioni di Silvano Danesi e Gianfranco Costa;
  • “Perché gli Egizi consideravano uniti cuore e cervello” di Marina D’Antonio;
  • “Il cervello come trampolino per la spiritualità” di Maurizio Corona.
  • Da confermare : “Ankh, Qabbalah ed il mistero del numero 137” di Fabio Truc.

Nell’antico Egitto l’Ankh, chiave della vita, veniva considerata veicolo per incarnarsi/sostanziarsi nella vita nell’ attuale dimensione spazio-temporale, realizzando l’unione tra Informazione ed Energia (Esseri celesti in un corpo umano, sintesi di Sia e Ka, cuore e cervello).

Il processo di Osirificazione (o divinizzazione) era proprio questo: il percorso di riconoscimento della propria natura divina che portava ad un cambiamento di rotta nella consapevolezza, aprendo il percorso per tornare allo stato primo di coscienza (una sola origine). 

E l’Ankh, mettendo in comunicazione cuore e cervello, permetteva di poter sperimentare la conoscenza, ponendosi quale strumento di indagine della coscienza individuale. 

Informazione = Energia (forza che è dentro e che produce una azione).

Particolare rilevanza in questo processo veniva attribuita alla divinità Nefti (nome egizio Nebthet), signora del recinto sacro (Tempio) con funzioni sacerdotali.

Nefti era collegata alla morte ed in particolare alla putrefazione, in quanto per il suo potere era in grado di favorire il trapasso nella vita eterna, garantendo una navigazione senza difficoltà attraverso i vari livelli dell’oltretomba. Per questo l’usanza di ripetere ai defunti formule magiche di invocazione ed il “lamento” quale preludio di eventuale nuova nascita:

“Gloria all’anima sua! Ricostruite la sua salma!
Sia lodato lo Spirito suo!
Insufflategli l’alito nelle narici e nell’arsa gola!…”

(Da “I lamenti di Iside e Nefti” – Papiro di Berlino, 1425)

Energia e materia sono anche nella rappresentazione  del numero 137, numero altamente simbolico e che esprime un rapporto di forze fisiche fondamentali nel campo quantico.

Il numero 137 infatti costituisce il rapporto tra la velocità della luce e quella dell’elettrone in orbita intorno al nucleo dell’atomo di idrogeno preso come riferimento.

La luce è il fenomeno che meglio rappresenta l’energia allo stato puro: ecco allora che il numero 137 rappresenta la corrispondenza (proprio come la Qabbalàh) tra energia e materia.

La costante di struttura fine (1 / 137,035 999 …) è quindi una costante di accoppiamento dell’interazione elettromagnetica, esprimendone l’intensità rispetto alla carica elementare.

Il suo valore è sempre rimasto costante nel corso della storia dell’universo.

“La costante di struttura fine ha grande importanza nella teoria filosofico-scientifica del principio antropico (le osservazioni scientifiche sono soggette ai vincoli dovuti alla nostra esistenza di osservatori); questo parametro adimensionale ha una influenza fondamentale sull’universo: se il suo valore fosse diverso, l’universo sarebbe diverso da come lo vediamo e le leggi fisichec non sarebbero come le conosciamo……, con conseguenze sulla costituzione della materia e l’attività delle stelle. In un universo con una costante di struttura differente, noi stessi non potremmo esistere…” (Da wikipedia).

…Almeno nella forma fisica attuale e nella dimensione spazio-temporale in cui siamo calati…