di F. D. P.

Parlare di Sacro e quindi di ciò che è “per definizione” in stretto contatto con D*o,  fa paura.

Paura di parlare (per quanto impegno si possa profondere) col rischio di essere superficiali  pur ritenendosi  autenticamente profondi (chi può dirsi compiuto conoscitore di D*o o addirittura parlare con disinvoltura in Suo nome … ?).

Cos’è il Sacro se non tutto ciò che è toccato, voluto e immerso nel Creatore?

Esiste al mondo qualcosa che può definirsi privo di Sacralità quindi privo di D*o?

Esiste qualcosa nel mondo che sfugge al controllo di D*o ?

La mia opinione (fuori da ogni dogma ) è che non esiste.

La Vita è Sacra (al di là del bene e del male).

Cosa vuol dire desacralizzare aspetti della nostra vita se non occultare D*o nelle meravigliose cose che ci circondano escludendo-ne egoisticamente la presenza ?

Credo sinceramente che il Creatore abbia donato un mondo Sacro, un Paradiso dove contemplare i Suoi doni al di là della forma esteriore che a volte nasconde e a volte deforma per chi guarda con occhi profani o di chi dice di sapere tutto!

Gli occhi si fermano spesso alla forma desacralizzante delle cose e sono incapaci di cambiare prospettiva quando non guidati dal cuore e dalla coscienza:

Sacrosanto l’occhio che vede con cuore puro …

Cambiare prospettiva, sacralizzare la Nostra vita, le nostre azioni, i nostri pensieri, quando interagiamo col prossimo e con la natura è auspicio di D*o nel momento in cui diventiamo consegnatari del libero arbitrio.

Sacra famiglia, Sacro Monte, Sacri diritti, Sacro pane, Sacro Cuore, Fuoco Sacro non sono espressioni di forte presenza divina ?

Se partiamo da una prospettiva che potremmo definire Sacra (che ovviamente non appartiene all’uomo in quanto esclusiva di D*o) si potrebbe osare dire che anche l’assenza di D*o (quindi la nostra totale cecità alla luce) può assurgere ad aspetto sacralmente necessario per un successivo autentico risveglio della coscienza … per esempio.

Leggendo alcuni autori si ravvisa l’errore di molti (definito da parte loro demoniaco) di sacralizzare ciò che sacro non è: il denaro (la sete di), il benessere (egoistico), il potere (sugli altri) etc … elevando quindi queste cose a rango di idoli; spogliato di sacralità tutto ciò che viene assolutizzato può diventare idolo e deviare dalla via maestra ma questo “male” può trasfigurarsi attraverso la follia (saggezza di D*o) e rinascere come seme di un futuro “bene”; questo, naturalmente, induce a credere che tutto ciò che sfugge alla nostra valutazione di Sacro può in realtà contener-ne il germe ad un stato “invisibile” cosa che dovrebbe persuadere a non formulare giudizi o dogmi su ciò che è o non è sacro.