Ero in piedi sulla più alta delle montagne e tutto intorno, sotto di me, potevo vedere il cerchio del mpondo: mentre ero lì a guardare ho visto molto di più di quanto possa dire ed ho compreso molto di più di quanto abbia visto; il mio modo di guardare era sacro ed ho visto gli aspetti di ogni cosa nello Spirito e l’aspetto di ogni aspetto come se dovessero vivere insieme, come una sola cosa.

Ho visto che il sacro circolo della mia gente non era che uno tra molti altri a formare un Grande Cerchio, grande quanto la Luce del giorno e delle stelle.

Al centro fioriva e cresceva potente un Albero capace di dare rifugio a tutti i figli di una stessa Madre ed uno stesso Padre.

Ed ho visto che tutto ciò era Sacro”.

(Testimonianza da “Alce Nero parla”).

L’Albero Sacro, simbolo di grande profondità, rappresenta la vita, i cicli del tempo, la Terra, l’Universo ed il Grande Spirito come polo centrale della creazione, centro per equilibrare noi stessi in quanto esseri viventi.

L’Albero sacro è al tempo stesso una rappresentazione ed una manifestazione.

Nella rappresentazione cabalistica è infatti il percorso sacro che conduce al Divino.

Nell’Albero della vita le diramazioni più basse (la sefira Yesod o Fondamento) ci danno le basi per organizzare i nostri valori ed una vita sicura, per sviluppare e proteggere l’interezza del nostro essere nel regno (Malkut).

Ma questo equilibrio e questa comprensione individuale sono basati sulla unità degli elementi della creazione, portati in vita nell’Albero.

Questa unità è raggiunta in noi stessi attraverso la Compassione e l’Equilibrio delle qualità opposte e complementari (la Colonna Paterna con la Sefira Binà e quella Materna con la Sefira Hokhma).

Solo quando riusciamo a comprendere e bilanciare queste due parti del nostro essere, noi cresciamo lungo l’Albero in sviluppo e completezza, risalendo verso Keter (la Corona).

La raffigurazione simbolica del Sacro, allora, primo livello del percorso verso la Reintegrazione cui la nostra mente può accedere, diventa:

-Protezione
-Nutrimento
-Crescita
-Interezza

La rappresentazione del Sacro è Protezione.

Essa corrisponde al sorgere della visione non tanto di quello che siamo, ma piuttosto di quello che possiamo diventare:

nel Sacro vediamo il principio della nostra pienezza ed il sentiero verso l’Unità.

La rappresentazione del Sacro è Nutrimento: il Ka per gli antichi Egizi.

Questo scenario fisico e spirituale è rappresentato simbolicamente dal livello materno (la Sefira Hokhma o Sapienza), cui si giunge attraverso il pilastro di destra (le Sefirot di Netzah -Eternità e/o Vittoria – e di Hesed – Amore e/o Misericordia).

I frutti di questo aspetto del Sacro sono insegnamenti che mostrano la via verso la Compassione, la Generosità, la Pazienza, la Saggezza, la Giustizia, il Coraggio, il Rispetto, l’Umiltà:verrà un momento in cui le foglie cadranno a terra e diverranno cibo, a garanzia della  continuità e della crescita delle future fioriture.

Allora la Saggezza o Sapienza (Sefira Hokhma) accumulate nel passato nutrono il presente per collegarsi con il futuro.

La Saggezza derivante da una serie di esperienze di generazioni passate ci viene tramandata con Riti, Cerimonie, preghiere, danze sacre, canzoni e storie, e porta la luce divina che circonda la creazione, discendendo di livello in livello lungo l’Albero.

 La rappresentazione del Sacro è crescita:

l’Albero Sacro cresce dal suo nucleo centrale verso l’esterno e verso l’alto, verso un Universo illimitato:

da Yesod (Fondamento) passiamo alla Sefira Tifferet (Bellezza intesa come Sole o Oro Alchemico) ma soprattutto passiamo dalla Sefira Tifferet all’unica Sefira che nella rappresentazione è su un piano più sottile ed impercettibile:

la Sefira Daat (Conoscenza), pilastro centrale, via mediana detta anche via regale.

E senza il pilastro centrale l’Albero della vita diventa quello della conoscenza del Bene e del Male.

La rappresentazione del Sacro è infine Interezza.

Questa completezza del Sacro è l’Unità, cioè la centratura delle qualità delle quattro direzioni in un essere umano: l’Est, il Sud, l’Ovest, il Nord; l’Acqua, il Fuoco, l’Aria, la Terra; il Nero, il Bianco, il Giallo, il Rosso; il piano fisico, quello mentale, quello emozionale, quello spirituale.

L’Est. Le Seforit Hod (Splendore) e Gueburah (Forza), il luogo di tutti gli inizi, della nascita e della rinascita, dell’illuminazione.

Il Sud. La Sefira Yesod (Fondamento) fino ad arrivare a Tifferet (Bellezza), la direzione del Sole al suo punto più alto, il luogo del Cuore.

L’Ovest. Le Sefirot Netzat (Eternità) ed Hesed (Amore), la direzione da cui arriva il buio, l’ignoto, la direzione dei sogni, della meditazione, delle prove, del sacrificio. Il Nord. Le Sefirot Bina (Intelligenza), Hokhma (Sapienza), Keter (Corona), il luogo della vera Saggezza, degli insegnamenti, dei doni intellettuali.