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SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA
Degli Antichi Liberi Accettati Massoni Tradizione di Piazza del Gesù
Gr∴ Or∴ di Roma

Il percorso del sole attraverso le dodici divisioni dello zodiaco (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci) fa nascere le stagioni.

Il sole raggiunge il punto più elevato nei Gemelli (Solstizio d’Estate) ed il punto più basso nel Sagittario (Solstizio d’inverno).

All’inizio della Primavera il Sole è nei Pesci; all’inizio dell’autunno è nella Vergine.

Quando il suo percorso incrocia quello dell’equatore celeste il giorno uguaglia la notte: siamo agli Equinozi.

Pertanto, il Sole, nel suo percorso cosmico, marca quattro ritmi dell’annata che determinano le quattro grandi Feste di risonanza cosmica: i due Equinozi ed i due Solstizi, punti magici di “passaggio”.

Le due porte solstiziali in particolare dividono il ciclo annuale in due metà, una ascendente e l’altra discendente: la prima si eleva dal Solstizio d’inverno al Solstizio d’estate con il movimento apparente del Sole che va verso il Nord (uttarayana) e con la lunghezza del giorno che aumenta regolarmente; la seconda è quella del cammino del Sole verso sud (dakshinayana), che va dal Solstizio d’estate al Solstizio d’inverno.

Quest’anno il 21 Giugno, in concomitanza con il Solstizio, nell’emisfero del Nord assisteremo ad un evento particolare: si realizzerà infatti una configurazione astrale molto rara a causa dell’allineamento tra il Solstizio d’Estate e l’Equatore galattico, con una eclissi solare cosiddetta “anulare”. Saranno allineati quindi Sole, Luna e Terra congiuntamente all’Equatore galattico e potremo vedere nel cielo (ma solo in alcune aree della terra) un anello di fuoco. Secondo alcuni movimenti di pensiero questo allineamento lo

si può trovare codificato nei monumenti più arcaici della terra come Stonehenge, Giza, Lalibela, Sana’a. In Italia sarà visibile tra le 7:18 e le 7:46 solo al centro sud.

Sicuramente un segno su cui riflettere.

Infatti per gli Iniziati al Sole fisico, che illumina i corpi, corrisponde, per le anime umane, il Sole spirituale che appare nella misura in cui la vibrazione fisica lo maschera sempre di meno.

Ciò avviene quando il Sè – celato nel profondo dello Spirito – illumina i sensi interiori in equilibrio con quelli esteriori.

Le famose due anime di W. Von Goethe, alto Maestro Massone, ricordano molto bene tale duplice aspetto, peraltro solo apparente poiché non esiste che un solo stesso mondo, un solo e medesimo Sole.

Tuttavia, l’Uomo è, attualmente, di tal fatta che la sua espressione fisica e spirituale devono necessariamente alternarsi affinché egli possa identificarsi tanto con l’una che con l’altra forma della medesima realtà: quella dell’Uno.

Questo movimento che si è stabilito andando da un polo all’altro, in una alternanza che ha creato anche il ritmo delle stagioni –col sole e i suoi dodici pianeti– ci porta a volere ora in alto ciò che è in basso, ora in basso ciò che era in alto.

Allora, quando il Sole fisico è pervenuto allo Zenit della sua gloria ascensionale, esso ridiscende e ciò fa sì che cominci a diventare percettibile l’irradiamento sempre più forte del suo Spirito.

Pertanto, le due nature (sensibile e sovrasensibile) dell’uomo si polarizzano. Grazie al Sole fisico l’occhio fisico valuta i rapporti nello spazio; ma è grazie all’irradiamento del Sole dello Spirito che l’occhio spirituale valuta i rapporti dell’Interiore.

La storia delle civiltà mostra che determinate epoche sono influenzate dal Sole fisico ed altre, invece, si aprono alla sua irradiazione spirituale.

Ad esempio, il mondo visibile nell’India molto antica, aveva l’appellativo di Maya, illusione; ed anche l’antico Egitto improntò fin nelle sue creazioni materiali l’influsso del Sole che brilla sui morti.

La Festa di San Giovanni, la Festa del Fuoco che unifica tutto, è, nel contempo, il ricordo dell’unione originaria dell’Uomo con lo Spirito ed il presagio che questa fusione sarà l’avvenire dell’Umanità.

Essa corrisponde nell’Universo a quel che Natale è sulla Terra, perché essa è la nascita dell’“Io divino” nell’Universo.

Ma per la sua “natura” giovannea, questa Festa deve essere il tempo per intraprendere la ricerca del Sole di mezzanotte; ed una inversione di tendenza deve essere fatta nel pensiero e nelle aspirazioni della nostra vita razionale per cambiarne anche il senso intimo.

La nuova Luce esalta i sensi spirituali: e mentre la Terra continua a esalare il suo soffio vitale fino a giugno, la sua anima si espande nello spazio cosmico e si riempie delle forze del Sole nuovo e delle stelle.

L’anima della Terra, tutta dedicata all’Universo cosmico, “raccoglie” così in essa queste azioni.

Gli antichi iniziati, soprattutto quelli del Nord Europa, avevano fortemente avvertito il senso spirituale del periodo della Festa di questo Solstizio, le loro anime erano aperte all’azione del Cosmo e si sentivano proiettati nel Cosmo per mezzo del risveglio della Natura terrestre.

Questi iniziati scorgevano così il ruolo che gioca la Festa di San Giovanni nel grande respiro cosmico della Terra in seno all’Universo.

Tutto ciò, allegoricamente, richiama il concetto della trasformazione, della bipolarità umana, della possibilità della speranza del miglioramento, così come del cammino e della sua gradualità.

Il simbolo solstiziale per eccellenza è rappresentato da Giano che apre e chiude le porte del ciclo annuale con le chiavi che sono un chiaro simbolo “assiale”.

Giano è il signore del triplice tempo, cioè del passato e del futuro, con un terzo volto, quello vero, che corrisponde al presente, ma invisibile, come è invisibile l’occhio di Shiva che “riduce tutto in cenere”, cioè distrugge ogni manifestazione o trasforma, quando è eterno presente.

Per questo Giano è anche il signore delle due vie: dalla porta degli uomini dà accesso al pitri-yana, la “via dei padri o via lunare”, e dalla porta degli dei dà accesso al deva-yana, la “via degli dei o via solare”.

Sono le due vie della destra e della sinistra, che i pitagorici rappresentavano con la lettera Y, ove si sottintende la presenza di una terza via, la “via di mezzo” che conduce direttamente alla liberazione.

Anche quello che viene chiamato “libro dei morti” dell’antico Egitto è in realtà il “Libri dell’uscire dal giorno” e contiene tutte le prescrizioni, tutte le cerimonie e le parole magiche, osservando e pronunciando le quali l’iniziando potrà vincere le prove e superare gli ostacoli, poiché i misteri Egizi, al pari di quelli orfici ed Eleusini, avevano lo scopo di conferire all’iniziando l’ immortalità, dopo aver vinto le prove degli elementi e purificato il suo spirito.

Ma come può tutto ciò trasformarsi in azione, oggi?

Cosa possiamo cominciare a fare di concreto in un momento di estrema delicatezza per l’umanità e la nostra società?

Bruciando la pergamena simbolicamente affidiamo al fuoco il nostro passato: non possiamo più cambiarlo… da esso possiamo solo partire per procedere lungo il percorso verso la Consapevolezza: la reintegrazione dell’uomo, trasformando interiormente l’uomo-individuo in “parte attiva” dell’umanità, attraverso la disciplina del dovere verso noi stessi e della ricerca.

In altri termini: riacquistare e rafforzare i contenuti egalitari e tolleranti dei diritti dell’uomo, a fondamento di ogni forma di libertà.

La storia non fa salti: il presente non è che il frutto del passato e crea nel contempo le premesse per il futuro.

Ma l’unico tempo reale è il presente. Ed il vero Iniziato sa come trasformare il presente in “Eterno Presente”.

Come esempio mi piace citare ciò che ha scritto recentemente Angelo Panebianco, medico, sul rapporto tra le istituzioni e la scienza.

“Durante questa pandemia è venuta sicuramente meno l’idea dell’uno vale uno, della scienza come opinione tra le altre. Ma i fraintendimenti non sono affatto finiti. Perché è rimasta in piedi l’idea altrettanto errata della scienza infallibile, della scienza-oracolo. La Scienza è una impresa che come dice il filosofo Karl Popper procede per congetture e confutazioni, costruisce ipotesi, le confronta con dati sperimentali, le scarta e le riadatta alla luce di nuovi dati. Finchè nuove evidenze sperimentali non obblighino a rivederle o sostituirle.

Gli scienziati quindi dovrebbero essere prudenti quando usano gli strumenti di comunicazione di massa. I veri cambiamenti saranno possibili solo se e quando le istituzioni educative si dimostreranno capaci di rimediare alla piaga dell’analfabetismo scientifico…”. Anzicchè utilizzarlo.

Questo allora il primo dovere di un Fratello Libero Massone: immettere il seme del risveglio nel terreno “preparato”. Considerare l’altro come “parte di sé” per svelare l’unità della vita. La vita è unità indivisa, ma l’uomo “decaduto” si è scisso da questo tutto indiviso. Laddove non c’è realizzazione, non può esserci attuazione di qualcosa. Ma non si può dare ciò che non si ha: i più sperano di dare ciò che non hanno, sperano di dare senza possedere. L’io empirico vive e si perpetua nell’illusione. Scrive Raphael: “Noi siamo  in guerra gli uni contro gli altri perché siamo in guerra con noi stessi…chi asserisce che l’ordine possa essere instaurato senza che sia prima di tutto realizzato nei singoli, è lungi dall’aver compreso la causa determinante del conflitto umano”.

Occorre allora superare consapevolmente la “dimensione individuale”, rinvenendo la propria identità spirituale.

Scrive Roger Walsh (Psicologia transpersonale): “quando i confini tra ciò che beneficia noi e ciò che beneficia gli altri diventano più sottili, …saremo in grado di vedere attraverso i pretesti della separazione e delle diversità e riconosceremo la nostra umanità condivisa”.

Narra un antico proverbio indiano: “Quando non so chi sono, sono al tuo servizio; quando so chi sono, io sono te”.

Scrive lo psicologo Rollo May: “L’ “io che vive” è il centro di forza dentro di noi e trovarlo è il miglior contributo che possiamo offrire ai nostri simili”.

Il Fratello Massone non può non mettere al centro del rapporto individuo- società tre valori fondamentali: Amore, Solidarietà, Reciprocità.

Da ciò scaturisce il privilegio della sapienza intuitiva rispetto alla mente razionale, la cooperazione rispetto alla competizione, la conservazione delle risorse naturali rispetto al loro sfruttamento.

Scriveva il Fratello Goethe: “…che io conosca ciò che nel più intimo tiene unito il mondo”.

“Il nostro compito quindi è quello di lavorare per spostare la percezione della nostra società da una messa a fuoco sulle differenze ad una messa a fuoco sulle similarità, da una enfasi dualistica sui gruppi e le culture ad un

apprezzamento unitivo della nostra comune umanità, da una prospettiva frammentaria che ci vede separati dalla natura ad una visione olistica che riconosce l’unità e l’interconnessione tra le parti…” (Walsh)

Scriveva Einstein: “Un essere umano è una parte di un tutto da noi chiamato universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli fa esperienza di se stesso, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti come qualcosa separato dal resto, una specie di illusione ottica della coscienza. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione, …, per abbracciare tutte le creature viventi e la intera natura nella sua bellezza”.

Proiettiamoci allora, Fratelli, verso il futuro, lasciando nella fiamma gli atteggiamenti della mente solo razionale ed affidiamoci alla nostra intuizione, perché “risvegliare l’intuizione non significa ottenere di più, ma essere di più ciò che realmente si è” (Vaughan).

Questo il mio augurio di oggi: impariamo ad essere noi stessi! Buon passaggio a tutti!

Grande Oriente di Roma, 21° giorno del 4° mese dell’anno 6020 di V:.L:.

Il Grande Oratore