“Mai la libertà, dacché è divenuta il diritto moderno, ha corso maggiori pericoli di quanti ne corra ora”.

Tale affermazione, contenuta nel Rituale del 30° del Rito Scozzese Antico e Accettato, così come ce lo propone il testo del Farina (Il libro completo dei Riti massonici), ha il sapore di una profezia riguardante la drammatica attualità.

Una pandemia devastante ha posto l’essere umano di fronte alla sua fragilità e ne ha messo a nudo i deliri di onnipotenza. Gli umani, braccati da un nemico sconosciuto, mentre tentano di frenarne la ferocia e di combatterne la potenza, si sono asserragliati nelle loro moderne grotte, mentre la natura circostante sembra respirare sollevata dall’oppressione di una presenza antropica che ha perso il senso del limite e della necessaria collaborazione con la natura.

La pandemia ha messo a nudo un’idea di progresso falsa, in quanto basata sul potere di pochi e su un uso della tecnologia che, progressivamente e subdolamente, sta mettendo limiti sempre più stretti alla libertà individuale e di pensiero e sembra indirizzata ad un asservimento generale dell’Umanità, in un moderno Medioevo, dove pochissimi comandano, pochi eseguono le direttive di chi comanda e la gran massa degli esseri umani subisce ed ubbidisce.

Nel mondo odierno si confrontano sistemi democratici, alla cui costruzione la Massoneria ha dato un contributo determinante e sistemi totalitari, che la Massoneria ha combattuto e ha il dovere di combattere.

In questo inizio del Terzo millennio è in discussione il concetto di fratellanza, che nei sistemi democratici ha assunto le vesti concrete del welfare, ossia di uno Stato che guarda alla salute psicofisica dei suoi cittadini, attuando presidi, come la scuola, il sistema sanitario, la difesa dei più deboli, la cura degli anziani.

La tragedia pandemica ha messo a nudo uno degli aspetti più crudeli della progressiva perdita del concetto di fratellanza: il rispetto e la cura degli anziani, che sono i nostri padri e che diventano i nostri Avi. Chi non ha cura dei propri Avi, chi non li onora, è un’anima velenosa e di questi tempi si sono sentite voci e si è assisto a pratiche nefande che considerano gli anziani scarti di produzione, pesi da eliminare, perché costosi per un’idea di progresso che è fatta di produttori e consumatori asserviti al mercato, assurto a nuovo dio al quale rendere omaggio.

La decimazione degli anziani e le carenze dei sistemi sanitari ha messo a nudo la progressiva eliminazione del welfare che, in altri termini, si chiama fratellanza.

Il concetto di progresso dell’Umanità è stato contrabbandato per progresso economico e produttivo e tecnologico, sempre più affidato all’automatismo algido degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale, che già si ipotizza sostituirà quella umana, in una logica disumanizzante e illiberale che può sfociare in uno Stato totalitario mondiale, già ipotizzato profeticamente da Orwell e ben descritto in un film famoso: Matrix, dai risvolti iniziatici, come è stato dimostrato in un convegno recente promosso dall’Associazione Culturale Anthropos.

Sta tornando, come non si era visto da tempo, la censura, accompagnata dall’idea che sia lo Stato a decider cosa sia vero e cosa non lo sia, con sistemi di controllo che evocano quelli degli Stati totalitari dello scorso secolo e della Santa Inquisizione. All’informazione si vuol sostituire la formazione, con intenti pedagogici tipici dei regimi illiberali.

La libertà di espressione è un diritto inalienabile del cittadino in uno Stato democratico.

Il concetto di uguaglianza, conquista della democrazia, intesa come parità di opportunità per tutti i cittadini, da corroborare con il merito e la verifica, è messo drasticamente a rischio con il declino del welfare.  

A questa deriva la Massoneria ha il dovere di opporsi, con idee, progetti, azioni, per costruire le cattedrali del Terzo millennio che, come le cattedrali del primo e del secondo dell’era volgare, devono essere un inno all’armonia e alle leggi della natura.

La libertà è il bene principale dell’essere umano, affermato sin dal momento nel quale un profano bussa alla porta del Tempio. Gli si chiede, infatti, se un essere umano libero, perché la libertà è la qualità prima, imprescindibile, irrinunciabile di ogni Massone.

Ad affermarlo in modo chiaro e fuor da ogni dubbio sono i Rituali massonici dei primi tre gradi e, in forma dichiarativa esplicita ed impegnativa, in quelli  del Rito Scozzese Antico ed Accettato nelle formulazioni che ci offre il Farina.

Nel 9° grado, il Massone è “un agente di riforma e di progresso: è l’avvocato del debole e del popolo: odia il potere insolente, impudente, l’usurpatore: ha la missione di istruire gli ignoranti, di soccorrere i disgraziati, di rialzare tutti coloro che sono caduti in basso. Per raggiungere tal fine il Massone agisce, combina le sue azioni in maniera di riuscire, detesta la vana agitazione, il turbamento inutile e lo sforzo inane”.

“La Massoneria insegna che il potere è una delega avuta dal popolo: la delega cessa quando l’interesse del popolo lo richiede. Il contratto è rotto se il potere non osserva la sua missione: la resistenza al potere usurpato è un’obbligazione sorgente dall’obbligo di mantenere intatto il progresso raggiunto dallo spirito umano”.

Non solo: “È vergognoso soffrire volontariamente e mettere ai piedi di un tiranno l’indipendenza acquistata dalla coscienza dell’uomo”.

La Massoneria dice ai suoi Fratelli: «Se l’intelligenza o la fortuna vi chiameranno a delle posizioni elevate, ricordatevi che colà i vostri interessi e quelli della vostra famiglia cessano di aver diritto su di voi avendo voi alienato a profitto del pubblico il vostro riposo e la vostra personalità, non avendo voi conquistato il posto, ma avendo il posto conquistato voi, il vostro tempo e la vostra forza. Accetterete lealmente le conseguenze di tale alienazione che avete fatta volontariamente: la vostra coscienza soltanto dovrà dominare le vostre azioni e funzioni: sarete al servizio del vostro paese, ma non potrete servirlo che secondo la vostra ragione. Se occorrerà affrontare persone più potenti di voi, il vostro dovere sarà di lottare anche se avrete la certezza di soccombere: se il pubblico si ingannerà, il vostro dovere sarà quello di sacrificare e di rinunciare alla vostra popolarità, di cedere il posto a coloro che potranno accettare le sue decisioni con la sincerità delle loro proprie convinzioni”.

Infine: «Non nascondete mai la vostra opinione: commettereste un abuso di fiducia se non vi ritiraste dalla vita pubblica quando vi trovaste ad avere delle idee diverse da quelle dei vostri mandanti”.

Nel 18° Grado è contenuto un insegnamento impegnativo: l’idea della difesa del diritto anche, se necessario, per mezzo delle armi, vale a dire l’idea cavalleresca.

“Durante l’oscura epoca medioevale – è scritto – la Cavalleria rappresentava la rivendicazione del diritto individuale: la difesa del debole, il giusto orgoglio del buon diritto, la protesta contro l’arbitrio. Nei tempi in cui tanti pregiudizi regnavano come despoti, sembra che l’uomo abbia avuto bisogno di dividere il lavoro: ad alcuni incombe l’idea scientifica, ad altri l’addolcimento dei costumi, ad altri ancora la conservazione dell’energia. Occorsero queste tre cose, amore, coraggio e scienza, per aver ragione del nemico, per giungere alla risoluzione pacifica, quando potè esserlo, violenta, quando fu necessario. Al naturalista laborioso, al dolce apostolo della tolleranza, la Massoneria aggiunse il Cavaliere. Dei tre, essa fece il Massone Rosa Croce. Dopo averlo armato di scienza e di libertà, gli dette una spada”.

Al Massone Rosa Croce, conseguentemente, è detto: “Che il debole e l’oppresso trovino in te un difensore risoluto; se occorrerà, dovrai salvare la Patria dalla tirannide da qualunque parte venga, sia dall’alto, sia dal basso. Che la tua intelligenza penetri le leggi del mondo. Che la giustizia esalti l’animo tuo. Sii libero! Sii felice nelle tue azioni …”. 

Nel 30° Grado, il Massone riceve dalla tradizione templare il dovere di lottare contro l’assolutismo.

“Così – si legge nel testo del Farina – uscendo dalla tortura, il Procuratore Generale del Tempio, Pierre de Bononia, diceva: «Il più gran bene che è dato all’uomo di possedere è il libero arbitrio». Un tal bene, il più prezioso fra tutti, non lo vogliamo per noi soli, vogliamo concederlo anche agli altri, ma sopra tutto, noi intendiamo proteggerlo e difenderlo presso coloro ai quali sarà contestato, lo fosse anche dai nostri stessi amici”.

Nel Rituale del 4° Grado si legge: “Noi abbiamo giurato fedeltà al dovere, qualunque esso sia. Il dovere comprende l’obbedienza alla Legge e, di conseguenza, la lotta contro la tirannia, poiché ogni tirannia è la negazione della Legge”.

Di quale Legge si tratta? Lo spiega lo stesso Rituale laddove è scritto: “Al di sopra di ciò voi sentirete l’immutabile ed eterna «legge che rappresenta la Massoneria, la legge del lavoro, la legge della trasformazione, la legge del movimento».

Più esplicito il 30° Grado dove, dopo un accenno ad un “focolare misterioso”, è scritto, sempre nel testo offerto dal Farina: “Tale è probabilmente il miglior simbolo della Realtà assoluta della quale la logica proclama l’esistenza, quando a mezzo del pensiero si sopprimono tutti i limiti di durata e di spazio. Vi è là un’immagine che può egualmente venire accettata dalla religione e dalla scienza. Se tale Realtà non è riconoscibile, noi possiamo almeno definire il suo modo d’azione nel tempo e nello spazio; è ciò che noi chiamiamo Logos; è ciò che nel linguaggio simbolico della filosofia contemporanea viene chiamato Energia. Anche qui noi siamo impotenti a scoprire la natura intima di questo primo fattore; tuttavia, ciò che più è importante, noi possiamo stabilire che l’Energia opera secondo delle leggi fisse, accessibili al nostro intelletto”.

E ancora: “Così l’Energia, a mezzo della quale si rivela la Realtà che serve di base all’universo, appare, tanto nel mondo morale che in quello fisico, come il Potere eterno che lavora per l’armonia”.

Il 30° Grado ci parla di Energia, la stessa della quale si parla nei testi antichi della sapienza egizia, alla quale si richiama la tradizione massonica.

Nei testi egizi antichi troviamo infatti, a questo proposito, due definizioni molto interessanti: “Sono il Dio grande venuto al mondo da solo. Chi è? L’energia. L’oceano di energia primordiale. Il padre degli dèi”. Tomba della regina Nefertari.

Nei testi attribuiti a Ermete Trismegisto (La rivelazione di Ermete Trismegisto, Lorenzo Valla) si legge: “Dio energia che tutto comprende (CHII). L’energia di Dio è costituita dall’intelletto e dall’anima (CHXI). Dio è tutte le forme (Trattati X).

Riguardo al Demiurgo, ossia all’Artefice, al Logos (azione dell’Arché) i testi egizi sono altrettanto interessanti: “Io sono l’Eterno, sono la luce divina che è uscita dall’energia primordiale con il nome di Divenire. La mia anima (Ba) è di natura divina. Sono colui che ha creato il verbo. Vengo alla luce da solo, ogni giorno la mia vita è l’eternità”. Testi dei Sarcofagi.

Di Energia ho trattato a vario titolo e in vario modo negli articoli: “Quell’Energia chiamata divino”, “Il Circolo «campo» del Tutto divino”, “Il Tutto divino e il Demiurgo che ordina”, “La coscienza del Tutto”, “Lacerti di un mondo perduto – 1” e “Lacerti di un mondo perduto – 2”.

La Massoneria  onora, rispetta e difende le leggi dello Stato democratico, ma questo non significa che non debba assolvere al suo dovere di difendere anzitutto la libertà, senza la quale lo Stato democratico stesso perde il suo valore fondativo e si trasforma in uno Stato dispotico o, peggio, dittatoriale.

E’ accaduto nel secolo scorso che Stati democratici siano stati travolti e trasformati in Stati dittatoriali.

Stati dittatoriali sono purtroppo presenti anche in questo secolo.

Le Cattedrali per il Terzo millennio non possono che essere, per i Liberi Massoni, Cattedrali di libertà.

© Silvano Danesi