Carissimi Fratelli delle RR:.LL:. della nostra Comunione, in questo anno particolarmente duro e difficile per tutta l’umanità ci ritroviamo solo idealmente tra noi, onde  rinnovare nella nostra Catena di Amore l’ antico rito della risalita della Luce, volti con lo sguardo alla volta stellata che simbolicamente ci sovrasta, tesi a cogliere un istante irripetibile, quasi magico e mai come quest’anno ricco di significato.

L’ istante che celebra l’ abbraccio cosmico tra la notte -un attimo prima più lunga del giorno, quasi la racchiudesse- ed il giorno, un attimo dopo più lungo della notte, quasi a superarla nello slancio vitale di uscire dal buio avvolgente, di voler vedere la luce, di volersi liberare da un antico affanno: la paura del buio.

In ciascuno di noi, nel cuore di ciascuno di noi, Iniziati, è presente una intima gioia: sentirsi accomunati da un anelito spirituale, con l’attesa della luce nuova, che si traduce in un bisogno quasi fisico di speranza per il futuro, simboleggiato  dall’arrivo della primavera.

Ma la nostra spiritualità si traduce e trasfonde anche in corporeità, e la nuova luce ci invita ad uscire dal buio della stagione invernale e a rinnovare tutte quelle opere che non possono più essere ritardate, che vanno compiute con il nuovo sole.

L’Equinozio di Primavera è sempre stato celebrato come un momento di rinascita: per i gli antichi greci la resurrezione di Adone; per gli antichi Celti la festa della dea Eostre, raffigurata con una testa di lepre, la lepre di Eostre che deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno (Marzo è il primo mese dell’ anno Massonico di Vera Luce).

Per ciascuno di Noi allora una responsabilità: l’impegno del risveglio, il dono dell’equilibrio, il dovere dell’operosità.

Ecco, da oggi ancor più possiamo e dobbiamo dare forza e vigore ai nostri progetti e ai nostri impegni, primo dei quali quello di andare in cerca di noi stessi lungo il percorso della Conoscenza e della Consapevolezza.

In questo difficile periodo in cui l’umanità è alla ricerca di bisogni primari, come la salute e la sicurezza, che sono oggi purtroppo in discussione, tutti noi, anche se forzatamente lontani dai nostri Templi  e solo idealmente in Catena con i Fratelli, dobbiamo continuare a lavorare alla ricerca incessante della Verità e della nostra evoluzione.   

Diceva R. Stainer nel 1910 :

“Ciò che verrà, ciò che anche la prossima ora, il prossimo giorno mi potranno portare incontro, sebbene mi sia del tutto sconosciuto, non lo posso cambiare mediante alcuna paura o timore.
Io l’ attendo con il più profondo silenzio dell’anima, con la più assoluta calma del mare del sentire. Colui che può andare incontro al futuro con tale calma, e tuttavia non lasciar venir meno in alcun modo la sua energia, la sua forza d’azione, in costui le forze dell’anima possono svilupparsi nel modo più intenso e nella forma più libera……. La dedizione a ciò che viene chiamata “saggezza divina” presente negli eventi, la sicurezza che ciò che verrà deve essere e che, in qualche direzione, darà frutti fecondi, l’ evocazione di  tale atmosfera nelle parole, nei sentimenti e nelle idee : questo è lo stato d’animo della preghiera di devozione…… In verità, affinchè oggi il coraggio non venga meno, non resta che “divenire sovrani” nella nostra volontà con la giusta disciplina e cercare il risveglio interiore ogni mattina ed ogni sera”.

Continuare ad operare incessantemente secondo il nostro credo e la nostra coerenza in noi stessi, nella nostra famiglia, nella nostra società, nella nostra patria.

Riporto quanto scritto  il giorno 11 Marzo di quest’anno in “lastorianarrerà”:

“le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più. Ma la primavera non sapeva nulla. Ed i fiori continuavano a sbocciare, ed il sole a splendere, e tornavano le rondini ed il cielo si colorava di rosa e di blù.

….E le gemme continuavano ad uscire, e le rose tornarono a fiorire e si scoprì il piacere di mangiare tutti insieme, di scrivere lasciando libera l’immaginazione, di leggere volando con la fantasia…… e poi arrivò il giorno della liberazione ed allora uscimmo per strada con le lacrime agli occhi abbracciando il nostro vicino come fosse nostro Fratello. E fu allora che arrivò l’ estate perché la primavera non lo sapeva ed aveva continuato ad esserci ed aveva insegnato a tutti la forza della vita.”

La filosofia del divenire è la filosofia dei bisogni, ma l’essere è anche Intelletto (Nous) e dimenticarlo significa disconoscere la sua parte più significativa ed essenziale.

La Massoneria dei “princìpi” con tenacia e speranza, facendo leva su un ritrovato senso di comunità, deve agire in modo che l’azione a livello esteriore sia il risultato di un processo interiore. Trasformare gli individui, affinchè possa venir fuori una società diversa.

E’ questo il lato operativo della Massoneria. Questo tipo di travaglio interiore, questo andare alla ricerca di se stessi in quelle forme misteriche che, lavorando dall’interno, “preparano” il materiale umano a ricevere l’influsso spirituale. La differenza tra il mondo profano ed il mondo massonico risiede in un semplice cambiamento di soggetto: nel primo il soggetto è l’io; nel secondo il soggetto è l’Uomo. E l’ eterno miracolo della Cosa Una rende sempre attuale la preghiera del fratello Goethe : “… che io conosca ciò che nel più intimo tiene unito il mondo”. E per far ciò esiste una unica via : l’Amore.

Kelè, della stirpe davidica, diceva che c’è un tempo per ogni cosa, ma non esiste un tempo per l’Amore.

Ed è attraverso il messaggio di Amore e Tolleranza che noi Massoni dobbiamo divulgare con sempre maggior forza che possiamo sperare nella costruzione di una società migliore per una umanità che sicuramente uscirà modificata e terribilmente ferita dal momento terribile che stiamo vivendo.    

Allora a ciascuno di Noi l’augurio di nuove opere, di nuova solidarietà, di rinnovata fratellanza nella gioia della nuova luce che illuminerà e guiderà il nostro pensiero ed il nostro nuovo “fare”.

Mi piace concludere questa particolare orazione equinoziale invitandovi a leggere la poesia dal titolo “And the people stayed home” di Catherine M. O’Meara – poesia inviatami qualche giorno fa dal nostro Gran Maestro – dove l’autrice afferma che, creando nuovi modi di vivere e sognando nuove visioni, possiamo guarire completamente noi stessi e la Terra.

Buon Equinozio a Tutti.