Questo articolo, per quanto in sé autonomo e concluso, costituisce il seguito dell’articolo: “Il Circolo “campo” del Tutto divino”.  

La Totalità, ossia il Tutto, è e, in quanto escludente ogni altro da sé, è Essere che non ammette il Non Essere; è Essere in senso assoluto nella sua immutabilità, ma è Essere in senso relativo nel suo essere diveniente, dove la molteplicità esce dal non-essere esistente per entrare nell’essere esistente.

La Totalità è arché, principio di tutte le cose ed è ápeiron (Anassimandro), ossia non limitato, non finito, non particolare ed è causa efficiente o principio dell’azione.

Del divenire il Tutto è arché, principio, e nel divenire è phýsis: elemento unificatore (stoichéion) del molteplice e principio (arché) del divenire.

“Anche in Eraclito – scrive Severino – la phýsis è sia stoichéion, sia arché: sia l’identità delle cose diverse e opposte (ossia la loro legge e il loro ordine), sia il luogo divino dove tutti gli opposti sono originariamente ed eternamente raccolti e dove la legge delle cose è il contenuto della suprema sapienza del Dio, da cui procede ed è governato il divenire cosmico”. [i]

Quando “i primi filosofi pronunciano la parola phýsis, essi – scrive ancora Emanuele Severino – non la sentono come indicante quella parte del Tutto che è il mondo diveniente. …..Phýsis è costruita dalla radice indoeuropea bhu, che significa essere e la radice bhu è strettamente legata (anche se non esclusivamente, ma innanzitutto) alla radice bha, che significa «luce» e sulla quale è appunto costruita la parola saphés”[ii] , dove saphés significa chiaro, manifesto, evidente, vero.

“La vecchia parola phýsis – scrive Emanuele Severino – significa «essere» e «luce» e cioè l’essere nel suo illuminarsi”.[iii]

La Totalità, il Tutto, “è” e in quanto Essere è archè e phýsis ed è ousìa, fondamento ontologico di ciò che realmente è, e in quanto fondamento ontologico, è essenza (eínai) ed è yopokeimenon, substantia, in quanto non solo Tutto essente, ma Tutto esistente.

In questa visione filosofica il lógos, nella sua derivazione da léghein, è insieme stendere e raccogliere.

“Il lógos – scrive Umberto Galimberti – è dunque quella raccolta originaria in cui le cose giacciono nella loro esposizione e, così esposte, si offrono alla presenza”. [iv]

Lógos è, nelle sue varie accezioni, anche verbo, vibrazione, relazione e azione ed è theós (Prologo del Vangelo di Giovanni), il quale, in quanto derivante da theeîn, correre e da theâsthai, vedere, è azione e visione, ossia sguardo che determina l’azione e che ordina, cosicchè il cháos (radice indoeuropea cha che interviene in vari gruppi di parole quali chásco, cháino, che significano mi apro, mi dischiudo), nel suo dischiudersi diventa, sotto lo sguardo che agisce e ordina (l’azione osservante), il cosmo (radice indoeuropea kens, latino censeo dal significato di annuncio con autorità, decreto), ossia ciò che si impone.

Lo sguardo che agisce e che ordina richiama, se ci volgiamo verso la fisica quantistica, il collasso dell’onda dovuto all’osservatore.

Il cosmo, in quanto annuncio con autorità, in quanto ciò che si impone, è epistéme: ciò che sta sopra, che si impone da sé, cosicché le leggi del cosmo sono espistemiche e sono verità che si mostra (alétheia, dove l’a privativa di lantháno, restar nascosto, indica il non nascosto, ciò che si mostra).

Sempre Severino, alla cui chiarezza espositiva ci affidiamo, scrive che epistéme, comunemente tradotto con scienza, è “lo «stare» (stéme) che si impone «su» (epí) tutto ciò che pretende negare ciò che «sta»: lo «stare» che è proprio del sapere innegabile e indubitabile e che per sua innegabilità e indubitabilità si impone «su» ogni avversario che intenda negarlo o metterlo in dubbio. Il contenuto di ciò che la filosofia non tarda a chiamare epistéme è appunto ciò che i primi pensatori (ad esempio Pitagora ed Eraclito) chiamarono kósmos e phýsis”. [v]

Il Tutto, che è archè e phýsis, si dischiude, si apre (chaos), si ordina e si impone come cosmo, per l’opera propria del lógos (azione osservante), cosicché anche il cosmo nessuno lo fece, come scrive Eraclito nel frammento 30.

“Questo cosmo che, di fronte a noi, è il medesimo per tutti, non lo fece nessuno degli déi né degli uomini, ma fu sempre, ed è, e sarà fuoco sempre vivente che divampa secondo misure e si spegne secondo misure”.

E misurare è métron, dal verbo greco médo, che significa mi prendo cura, proteggo, regno su.

Il cambiamento senza cambiamento.

Il Tutto non crea, ma diviene nel molteplice in eterne metamorfosi che soggiacciono all’eternità delle leggi, cosicché immutabili sono le leggi e divenienti e mutabili le realtà, frutto del continuo metamorfosarsi dell’Essere-Uno-Tutto.

Questo concetto è oggi reso dalla scienza con la simmetria, che è “cambiamento senza cambiamento”, come afferma il teorema di Emmy Noether (1882-1935).

“L’espressione – spiega Frank Wilczek – può intimorire, ma il suo significato è semplice: le stesse leggi della fisica che valgono oggi valevano in passato e varranno in futuro”. [vi]

La teoria di simmetria di traslazione temporale si applica alle leggi che mettono in relazione gli eventi, non gli eventi stessi; è una proprietà delle equazioni dinamiche, ma non dice nulla della condizione iniziale. [vii]

Indagare e scoprire le leggi del “cambiamento senza cambiamento” è, pertanto, scoprire le leggi del Tutto immutabile e diveniente nell’eterna trasformazione.

Leggi che ci dicono del come, ma non del perché.

L’energia totale è la grandezza che si conserva.

Per la simmetria di traslazione temporale la grandezza conservata è l’energia, che si mostra nelle sue determinazioni di energia cinetica (del moto), di energia potenziale (distanza dalla terra), energia di campo (intensità dei campi), di energia termica (come calore), ecc.

“L’energia totale – scrive Frank Wilczek – che è la grandezza che si conserva, è la somma di molti termini: energia cinetica, energia di massa (E=mc2 m=E/c2), energia potenziale e energia di campo. Queste espressioni diverse indicano aspetti della realtà che a prima vista sembrano completamente diversi. Gran parte del potere del concetto di energia, nelle applicazioni, deriva proprio dalla sua capacità di descrivere e collegare molti aspetti della realtà”. [viii]

Descrivere e collegare è lógos, azione del Tutto che è anche arché e phýsis.

Energia è il potenziale di fare qualcosa e questo potenziale si misura come movimento tra la possibilità e l’attualità, lungo uno spettro di probabilità chiamato funzione d’onda  o curva di distribuzione delle probabilità.

L’energia, senza declinazione, è la possibilità è il suo divenire ed è attualità.

Il Tutto, in quanto ápeiron è l’illimitata possibilità potenziale che si attua lungo uno spettro di probabilità che collassa in un evento, che esce dal suo non-essere esistente per entrare nel suo essere esistente, in forza dello sguardo azionante e ordinante del lógos, il Demi-ergon, che è theós, sguardo attivante il collasso dell’onda dalle probabilità agli eventi.

Dio come energia.

L’idea di Dio come energia o di energia come il Tutto divino è antica.

In “La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto”[ix] abbiamo le seguenti affermazioni:

Dio energia che tutto comprende (CHII).

L’energia di Dio è costituita dall’intelletto e dall’anima (CHXI).

L’energia di Dio è la sua volontà (CHX).

Dio è tutte le forme (Trattati XI).

Dio, pertanto è energia che tutto comprende (energheia coretiché), anche da un punto di vista intellettivo (noetiché energheia – energia intellettuale).

Negli antichi testi egizi troviamo concetti simili:

“Sono il Dio grande venuto al mondo da solo.

Chi e?

L’energia.

L’oceano di energia primordiale.

Il padre degli dei”.

Tomba della regina Nefertari

Io sono l’Eterno, sono la luce divina che è uscita dall’energia primordiale con il nome di Divenire. La mia anima [Ba] è di natura divina. Sono colui che ha creato il verbo. Vengo alla luce da solo, ogni giorno la mia vita è l’eternità.

Testi dei sarcofagi.

A questo punto del ragionamento penso di poter proporre il seguente schema:

FEISC – Fondamento di energia informata significante e cosciente: il Tutto, un infinito utero (matrix) di informazione significante e cosciente, capace di passare (movimento) dalla possibilità (arché) all’attualità (phýsis), ossia di essere in Circolo.

EISCM – Energia informata significante e cosciente morfogenetica: lógos.

ECEIS – Eventi coscienti energeticamente informati semanticamente: le singole realtà o sostanze.  Frattali. Quanti di coscienza.

ICEEIS – Insieme cosciente di eventi energeticamente informati semanticamente: phýsis, natura, l’altro aspetto dell’arché, sintesi cosciente della molteplicità.

© Silvano Danesi


[i] Emanuele Severino, La filosofia antica, Rizzoli

[ii] Emanuele Severino, La filosofia antica, Rizzoli

[iii] Emanuele Severino, La filosofia antica, Rizzoli

[iv] Umberto Galimberti, in Storia del pensiero occidentale, Mondadori

[v] Emanuele Severino, La filosofia antica, Rizzoli

[vi] Frank Wilczek, Una bellissima domanda – Scoprire il disegno profondo della natura, Le scienze.

[vii] Frank Wilczek, Una bellissima domanda – Scoprire il disegno profondo della natura, Le scienze.

[viii] Frank Wilczek, Una bellissima domanda – Scoprire il disegno profondo della natura, Le scienze.

[ix] La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto, Fondazione Lorenzo Valla