di Sergio Signori

Spesso noi non vogliamo “Guarire”. Vogliamo che qualcuno ci tolga dei sintomi.

Spesso prima di un miracolo Gesù chiede: “Ma tu vuoi guarire?”

Ippocrate diceva: “Prima di curare una persona bisognerebbe sapere se è disposta a guarire”.

Guarire è guarire da una o più “malattie”? È guarire dal mal di testa o dall’asma?

Ma prima o poi muoio. E allora?

Secondo la nostra mentalità, la morte è una separazione dai viventi; posso morire con una sensazione di disperazione, di solitudine. Posso morire con una esperienza di Unione, di Fusione col Tutto.

Meglio ancora sarebbe VIVERE in una coscienza di Unione, di fusione col Tutto.

Quando Gesù prega il Padre (ci sarebbe molto da dire su questa parola

“Padre” nel senso di Dio) dice: “Affinché siano UNA COSA SOLA”.

“ … E lo stesso sorriso fioriva ora sul viso di Siddharta mentre il suo io confluiva nell’Unità” (Siddharta).

Questa è la completa, totale, definitiva guarigione.

Misticismo? Espressione figurata per visionari?

Se leggete Tutto è uno (ma anche Il Tao della Fisica) scoprirete che questo essere “Una cosa sola” è una realtà molto, molto concreta, al di là della nebbia di illusoria separatezza nella quale siamo immersi, e che ottenebra il nostro sentire.

Questo dunque è Guarire, anche a un livello meno completo e definitivo (il nostro): andare verso l’Unità.

Come si può dunque Guarire?

Certo con la Fede, in tutti i sensi di questa parola. Anche la Religione, che ne è l’espressione “codificata” o “ritualizzata” significa etimologicamente“riunire”.

Ma anche tante altre cose …Il percorso dalla Divisione (mente duale) all’Unità o Coscienza di Unità vuol dire: dal percepire gli opposti al percepirli complementari, al percepire l’unità che li racchiude …

Può aiutarci anche l’Arte. Perché l’Arte? Perché parla alla parte intuitiva, analogica, NON alla parte logica di noi.

L’Arte unifica, è una esperienza non-logica o meta-logica. Il godimento artistico è una esperienza unitaria, totalizzante: mi sento una cosa sola con l’opera d’arte. E vi è un’altra funzione unificante dell’Arte, forse apparentemente meno elevata ma in fondo non meno importante: da sempre gli artisti si sono confrontati, imitati, al limite copiati, al di là delle barriere e degli Stati di potere.

L’espressione più alta dell’Arte che cura – e al limite Guarisce – è quella n cui il Bello si fonde col Vero: il SIMBOLO. (Simboli della Geometria Sacra).

Il simbolo suggerisce al di là delle parole, del pensiero analitico che divide.

Il SIMBOLO unifica: SIMBOLO deriva dal greco Syn che significa “INSIEME”.

Le forme della Geometria Sacra CURANO perché elevano la Coscienza verso uno stato di Unità, di Totalità (Templi sacri, Piramidi, Icone, Gioielli Sacri ecc.).

Chi “sente” questo sperimenta direttamente che una costruzione di Geometria Sacra crea un senso di unità, oltre che di elevazione.

Dunque, se TUTTO È UNO, siamo “malati” finché non arriviamo a questa Consapevolezza.

Finché la Medicina resterà attestata su un modello che divide, che frammenta, che ignora la componente esistenziale (cioè spirituale), finché si occuperà solo di “malattie” indipendenti una dall’altra e non se ne chiederà il senso evolutivo, non potremo compiere sostanziali progressi.

Solo recuperando l’Unità a tutti i livelli potremo integrare tutte le risorse diagnostico-terapeutiche disponibili, fare tesoro delle conoscenze del passato, sviluppare verso le persone da curare un atteggiamento di autentica “com-passione” non in senso emotivo-sentimentale, ma nel senso di una genuina attenzione e cura verso tutte le dimensioni della natura umana.