Nell’articolo “Riflessioni per una scienza dell’anima”  (https://laboratoriocasadellavita.it/2018/06/04/riflessioni-per-una-scienza-dellanima/) ho proposto lo schema enneadico nel quale abbiamo la compresenza dei 9 componenti del vivente umano, così come ci viene consegnata dalla tradizione sapienziale dell’antico Egitto.

Nell’esagono (esagono di Thoth) abbiamo il corpo Khat, la forza vitale Ka (insieme dei campi energetici), la forza di coesione Sekhem, il cuore come centro della coscienza e come centro energetico Ib (Ab), l’identità vibrazionale Ren e il corpo eterico o doppio immateriale Khaibhit.

Nell’insieme i componenti racchiusi nell’esagono costituiscono la parte energetico materiale dell’organismo vivente inteso come “macchina” autopoietica.[1]

Lo schema esagonale, insieme autopoietico, è compreso in uno schema triangolare che possiamo ipotizzare anch’esso come autopoietico.

Nello stesso articolo ho introdotto una riflessione riguardante il rapporto tra l’organismo esagonale e quello triangolare, che comprende i concetti di anima Ba, essenza presente, di Akh, anima spirituale e di Sakhu o Sa-Hu, intelligenza suprema Sa, che crea attraverso il verbo Hu, ossia energia intelligente; in altri termini: Archè-Logos.

Il Ba, pertanto, si propone come essenza presente di un’energia intelligente, Sa-Hu, dotata di un corpo di luce, Akh o Akhu (energia creatrice luminosa ed elemento della vita perennne).

Nell’articolo suddetto ho posto tre domande: 1) La triade SaHu-Akhu-Ba, staccata dall’insieme esagonale (Kaht, Ka, Khaibhit-Ren-Ib- Sekhem) può essere considerata un vivente autopoietico? 2) L’Akh, corpo di luce dell’essenza presente nell’essere umano (Ba) dell’intelligenza suprema in azione (SaHu), può considerarsi un campo energetico sufficiente a consentire la sopravvivenza del Ba quando il complesso energetico che per brevità definiamo “anello esagonale” viene meno? 3) L’Akh è sufficiente a mantenere in essere l’individualità?

Il corpo fantasma

Una prima risposta ai quesiti può venire dalle ricerche di alcuni scienziati che si occupano di fisica, di bioenergetica, di neurofisiologia. Risposte che evocano antiche sapienze.

Il concetto, noto in ambito scientifico,  di campo è esteso da Rupert Shaldrake al corpo fantasma, ossia a quello che l’esoterismo chiama corpo astrale e i Greci eidolon.

“L’esistenza degli arti fantasma – scrive Rupert Shaldrake – ha indicazioni straordinarie per le esperienze «extra corporee». Diversi sondaggi hanno dimostrato che all’incirca una persona su cinque ha fatto esperienze extracorporee, specialmente nei momenti di crisi”. [2]

“Ipotizzo – sostiene infatti Rupert Shaldrake – che un arto fantasma sia il campo morfico dell’arto di cui si fa esperienza dall’interno. Un corpo fantasma costituisce il campo morfico del corpo, percepito dal di dentro. Una delle grandi domande è se il corpo fantasma sopravviva dopo la morte. Non conosco la risposta”. [3]

Bessel Van Der Kolk, uno dei più importanti pionieri nella ricerca e nel trattamento dello stress traumatico (professore di psichiatria alla Boston University School of Medicine, fondatore del Trauma Center di Brookline, Massachusset e direttore del Complex Trauma Treatement Network), scrive: “Una volta fui aggredito a tarda notte in un parco vicino a casa mia e, osservando la scena dall’alto, mi vidi giacere nella neve con una piccola ferita alla testa, circondato da tre adolescenti muniti di coltello”. [4] Dopo la sua esperienza personale, incuriosito dal fenomeno, pose attenzione a possibili ricerche sull’argomento e di una scrive: “Ero rimasto affascinato nell’apprendere che un gruppo di neuroscienziati dell’Università di Ginevra[5]aveva indotto esperienze simili al «sentirsi fuori dal corpo», somministrando lievi scosse di corrente elettrica in un punto specifico del cervello, al punto di congiunzione parieto-temporale. In una paziente, la scossa produsse una sensazione simile ad essere appesa al soffitto, nell’atto di osservare il suo corpo; in un’altra, suscitò la sensazione inquietante che qualcuno fosse in piedi dietro di lei. Questa ricerca conferma ciò che i nostri pazienti ci dicono: il sé può essere staccato dal corpo e vivere un’esistenza fantasma per conto proprio”. [6]

Secondo la tradizione egizia il Kahibhit, l’ombra, sopravvive al corpo, ma per diventare corpo di luce deve passare attraverso le prove della Duat. La sua dissoluzione è una trasformazione, una metamorfosi. Possiamo pensare al Kahibhit come “corpo fantasma”?

Il Dna fantasma

Nel 1992 fu pubblicato uno studio del biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev (uno dei fondatori della genetica ondulatoria) e del  suo collega Vladimir Poponin in cui si evidenziava la capacità della doppia elica del Dna di modificare le proprietà fisiche di un sistema. [7]

All’Accademia russa delle scienze a Mosca, Garjaiev e i suoi colleghi fecero alcuni esperimenti finalizzati allo studio delle modalità dei modi vibrazionali della doppia elica del Dna. Utilizzando un sofisticato spettrometro laser, prepararono un contenitore all’interno del quale si trovava un vuoto molto spinto; verificarono la posizione dei fotoni all’interno del tubo, trovandovi una distribuzione “normale” (casuale) delle particelle di luce.

Introducendo successivamente del Dna umano nella capsula e attraverso delicate misure di spettroscopia laser, verificarono che i fotoni avevano cambiato la loro disposizione, seguendo uno schema geometrico, probabilmente indotto dalla forma a doppia elica del Dna.

Una volta rimosso il Dna dal contenitore, i fotoni continuavano a comportarsi come se esistesse ancora una struttura in grado di dare loro un andamento diverso dalla casualità.

I due ricercatori, inoltre, presero lo schema di informazione di un particolare Dna e lo trasmisero ad un altro, riprogrammando il genoma. In questo modo poterono trasformare embrioni di rospo in embrioni di salamandra, non intervenendo sul genoma fisicamente, ma soltanto utilizzando la sua informazione.

In estrema sintesi la teoria del genoma ondulatorio, può essere  rappresentata così: l’apparato genetico è considerato un bio-computer quantistico, che utilizza le strutture verbali del Dna, del Rna e delle proteine, per la gestione dell’organismo; questo bio-computer genera onde acustiche ed elettromagnetiche (suono e luce) per trasportare l’informazione usata dai biosistemi; il  Dna  è un’istruzione-testo che gestisce l’organismo; il ruolo del Dna-spazzatura (junk) è in realtà strategico, perché codifica la struttura e le funzioni degli organismi viventi secondo i tre fondamentali principi:  linguistico, olografico e non locale.

Uno spostamento di paradigma

La genetica ondulatoria stabilisce il primato dell’attività energetico-informazionale, opposta alla biochimica. In particolare l’attività energetico informazionale ha come protagonista il “Dna-spazzatura”, 90% della molecola. Gli scienziati russi hanno messo insieme genetisti e linguisti per studiare il Dna-spazzatura e i loro risultati sono rivoluzionari: il Dna non è solo responsabile della costruzione del nostro corpo, ma è anche un mezzo di immagazzinamento di dati ed informazioni. Il Dna spazzatura segue la normale grammatica e le regole del linguaggio umano.

Torniamo al cuore dell’esperimento. Quando Garjajev tolse il Dna dal contenitore, si accorse che laddove fino a poco tempo prima si trovava la molecola del Dna, la luce continuava ad esistere sotto forma di spirale. Come si spiega questo fenomeno? 

L’unica spiegazione razionale e scientifica è questa: esiste un campo di energia che si unisce al “Dna fantasma”, al “doppio energetico” del Dna. Questo “fantasma” mantiene e conserva la luce.

Stando a questa scoperta, tutto il nostro corpo deve avere un suo doppio energetico, un campo informazionale che detta alle nostre cellule il lavoro da fare.

Anche dopo essere stato coperto dall’azoto liquido, il “fantasma” non muore: prima sparisce, ma poi ricompare entro 5-8 minuti e continua ad esistere per circa trenta giorni.

Garjajev è riuscito persino a misurare questo nostro “doppio”, constatando che assomiglia ad un perfetto ologramma del nostro corpo.

Pensare al doppio energetico come ad un campo informazionale ripropone puntualmente la questione dell’essere umano come frattale di un campo energetico informazionale generale, che a parere di molti scienziati è il fondamento di ogni esistente.

Si può pertanto affermare che non è il corpo ad avere un campo energetico informazionale, ma è un campo energetico informazionale che costruisce un corpo, dettando alle cellule il loro lavoro.

Un campo energetico informazionale guida la materia a costituire un corpo che rimane stabile in base alla legge dell’omeostasi.

L’informazione e l’energia elettromagnetica sono, in conclusione, il campo che ordina l’energia chimica e termodinamica: una acquisizione della scienza che modifica radicalmente l’approccio alla conoscenza dell’essere umano e, più in generale, del vivente.

In proposito Ervin Lazlo e Jude Currivan scrivono: “Le ricerche suggeriscono che il biocampo, il modello creativo informazionale energetico dell’organismo, è composto in forma fisica da campi elettromagnetici coerenti. […] I campi elettromagnetici a bassa energia coerenti «giocano» un ruolo cruciale nella strutturazione della forma…”. [8]

Burr e Northop, assertori della “teoria elettrodinamica della vita”, scrivono: “Il disegno o l’organizzazione di ogni cosa vivente è un campo elettromagnetico complesso. Esso determina e viene determinato dagli elementi fisici. Esso stabilisce e mantiene il disegno. Regola e controlla la creatura, qualunque essa sia, avendo come scopo la completezza, l’organizzazione, la continuità”. [9]

Burr e Nothrop in altro articolo scrivono che “il modello o l’organizzazione di ogni sistema biologico è stabilita da un campo elettrodinamico complesso, che è in parte determinato dalle sue componenti fisico-chimiche atomiche e che in parte determina il comportamento e l’orientamento di tali componenti”.[10]

Cosa si intende per campo?

Il campo è l’insieme dei valori relativi a tutti i punti dello spazio con cui si descrive completamente la forza di un punto preciso. “Il campo – scrive in proposito Alberto Gambalunga – è l’entità fisica fondamentale, è quel continuum di spazio-tempo quadridimensionale che genera, intorno a un corpo, le condizioni per produrre una infinita varietà di forme effimere e transitorie, che poi verranno riassorbite nel campo stesso”. [11] I campi, sostiene Carlo Rovelli, sono “le sostanze che costituiscono al meglio di quanto sappiamo oggi, la trama della realtà fisica del mondo”. [12]

Il campo gravitazionale. Forza gravitazionale. La materia esiste in quanto è un curvatura, una piegatura del continuum spazio temporale, altrimenti definito campo gravitazionale e, poiché l’energia equivale alla materia, in base alla nota equazione di Einstein (E=mc2), anche l’energia non è altro che una curvatura, piegatura del continuum spazio-temporale: un’onda che increspa il continuum.

Non esiste altro all’infuori dello spazio-tempo (schema energetico) e del movimento (energia) ed essi in realtà sono la stessa cosa. Lo spazio-tempo, scrivono Calogero Giannetto e A. Tarchini, è “un campo fisico dinamico simile al campo elettromagnetico di Maxwell che si propaga in onde”[13], ossia in increspature, piegature, curvature. Non solo, ma “il campo metrico dello spazio-tempo _ secondo Calogero Giannetto e A. Tarchini – può esistere anche in assenza di materia, allo stesso modo in cui le equazioni di Maxwell avevano delle soluzioni di vuoto che mostravano l’esistenza del campo elettromagnetico in assenza di materia”. [14]Il “campo dello spazio-tempo – scrivono ancora Calogero Giannetto e A. Tarchini – è generato dall’energia, cui la materia è equivalente e il campo stesso è energia che auto-costruisce uno spazio-tempo […]. Si tratta di uno spazio-tempo che non è vuoto, ma pieno di un campo energetico che esiste indipendentemente dall’esistenza della materia. […] La materia non si muove in uno spazio-tempo astratto ma in una realtà fisica che è un campo di radiazione”. [15]

Affrontando il tema delle onde gravitazionali, ossia delle onde del campo spazio-tempo, Fulvio Ricci scrive: “A un’onda non è associato il trasporto di materia, ma essa è capace di spostare energia, responsabile dell’oscillazione delle singole particelle”. [16]Trasportando energia, le onde gravitazionali, trasportano informazione.

Campo elettrodinamico, o campo elettromagnetico. Forza elettrica. E’ “un’entità reale diffusa ovunque, che porta le onde radio, riempie lo spazio, può vibrare come la superficie di un lago e «porta in giro» la forza elettrica”. [17

Campo biochimico. L’insieme degli scambi biochimici relativi al complesso omeostatico che è il corpo vivente.

Campo termodinamico. Il campo di diffusione del calore. Un “sistema termodinamico” è una qualunque porzione dell’universo a cui ci si sta interessando come oggetto d’indagine (la rimanente parte dell’universo si definisce invece ambiente). Questa porzione di spazio è separata dal resto dell’universo, cioè dall’ambiente esterno, mediante una superficie di controllo (superficie reale o immaginaria, rigida o deformabile), ed è sede di trasformazioni interne e scambi di materia o energia con l’ambiente esterno. Questi stessi scambi causano perciò la trasformazione del sistema, poiché esso passa da una condizione di partenza ad una differente. In pratica un sistema si trasforma quando passa da uno stato d’equilibrio iniziale ad uno finale. Un sistema vivente omeostatico è un “sistema termodinamico” che esporta continuamente entropia e importa neghentropia, mantenendo in questo modo il suo equilibrio.

Elettrodinamica quantistica. Descrive qualsiasi fenomeno in cui interviene il campo elettromagnetico, dai raggi gamma al campo visibile alle onde radio. Richard P.Feynman sostiene che ci sono solo tre eventi di base necessari per dar luogo a tutti i fenomeni associati con la luce e con gli elettroni.

Tutte le particelle presenti in natura si presentano un poco come particelle e un poco come onde:

  1. un fotone si propaga da un punto ad un altro;
  2. un elettrone si propaga da un punto ad un altro;
  3. un elettrone emette o assorbe un fotone.

Queste leggi, sostiene Feynman permettono di costruire il mondo intero, esclusi i fenomeni nucleari e gravitazionali.

“Che l’enorme varietà della Natura – scrive Feynman –  sia il risultato di una monotona ripetizione di tre eventi base in varie combinazioni non è un’idea facile da accettare. Ma è proprio così. […]. Il fatto è che i fenomeni che vediamo intorno a noi sono il risultato del complicatissimo intrecciarsi di un immenso numero di scambi e di interferenze di fotoni”. [18]

Va notato che la costante di accoppiamento reale e, cioè l’ampiezza per emissione di un fotone reale da parte di un elettrone reale risulta prossima a -0,08542455, che i fisici preferiscono ricordare come l’inverso del suo quadrato, che vale 137,03597, con un’incertezza di circa 2 sull’ultima cifra. L’137 è un enigma della fisica, in quanto difficilmente calcolabile e calcolato per approssimazione con ½π√3. Il numero, sia detto per inciso, è stato riscontrato come costante nelle misurazioni della piramide di Chefren da Armando Mei.

Le basi fisiche della trasmutazione

Nella supersimmetria bosoni e fermioni sono intercambiabili, ossia, detto in altri termini danno luogo alla trasmutazione.

I fermioni sono protoni, neutroni, elettroni. Due fermioni dello stesso tipo non possono trovarsi nello stesso luogo. “Il principio di esclusione – scrive Lisa Randall – spiega anche la ragione per la quale non potete far passare la mano attraverso il tavolo o non è possibile precipitare al centro della terra. I tavoli, e la vostra mano, hanno una struttura solida in virtù del principio  di esclusione che dà luogo alla struttura atomica molecolare e cristallina della materia”. [19]

I bosoni si comportano esattamente al contrario dei fermioni: possono trovarsi nello stesso luogo. La luce, che è composta di fotoni bosonici,  passa proprio attraverso la luce.

Se spostiamo per un momento l’attenzione sulle affermazioni tradizionali, Zoè, così come è descritta nella prima parte del Prologo del Vangelo di Giovanni, è la luce degli uomini in quanto vita universale ed è tutto ciò che vive ed è una nell’intero universo: è e diviene ed è aiōnios, ossia eterna. In questo senso Zoè è davvero la luce degli uomini.

L’universo relazionale informato, ossia l’azione del Logos, consta di quattro forze o interazioni fondamentali:

  1. gravitazionale, mediatore gravitone;
  2. elettromagnetica, mediatore fotone;
  3. nucleare forte, mediatore gluone;
  4. nucleare debole, mediatori particelle W e Z.

“Mentre la forza gravitazionale e quella elettromagnetica, molto intense per piccole distanze – scrivono Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato – si estendono formalmente fino a distanze infinite pur riducendosi di intensità, l’interazione forte è percepita soltanto se le particelle sono più vicine di 10-13 cm, in pratica le dimensioni nucleari. L’interazione debole, addirittura, agisce solo se la distanza tra le particelle è minore di 10-16 cm”. [

Campo di forza. Il campo di interazione tra le particelle, usato in fisica classica per spiegare gli effetti della gravità e dell’elettromagnetismo.

Viviamo in un mondo di mezzo

L’essere umano, suggeriscono Boncinelli e Ereditato, vive in un mondo di mezzo, una sorta di “camera di mezzo”, dove coesistono le leggi della fisica classica e della fisica quantistica.

Ora si aprono nuovi orizzonti che ci indicano che la luce, ossia quell’insieme di fotoni che soggiace alle leggi della meccanica quantistica, è l’agente principale del vivente.

La fisica quantistica spiega alcuni fenomeni intrinsecamente connessi al vivente.

Gli enzimi, “responsabili della digestione, della respirazione, della fotosintesi e del metabolismo”, ossia “responsabili per la costruzione stessa del nostro corpo” e della nostra vita, [21] soggiacciono alle leggi della meccanica quantistica e all’effetto tunnel.

E la luce? Per fare un solo esempio, la luce favorisce il lavoro dell’enzima respiratorio: un lampo di luce molto breve, ma intenso, consente la respirazione cellulare. La luce è protagonista della vita.

La dualità onda-particella, inoltre, “è coinvolta nella reazione biochimica più importante della biosfera: la conversione di aria, acqua e luce in piante, microbi e, indirettamente in tutti noi”. [22]

Senza la fotosintesi clorofilliana, che funziona grazie alla luce, non potremmo abitare questo pianeta. Le piante, infatti, producono costantemente l’ossigeno con il quale noi respiriamo.

Ebbene, la fotosintesi clorofilliana avviene seguendo regole della meccanica quantistica. I tilacoidi, che sono le macchine della fotosintesi, “quando sono alimentati dai fotoni riescono a legare tra loro gli atomi di carbonio (assorbiti dall’anidride carbonica dell’aria)” per costruire le fibre delle piante e le polpe dei loro frutti. Ecco di nuovo la luce protagonista della vita.

Tuttavia, nessuno scienziato ha fino ad ora prodotto dall’inerte materia un enzima o un tilacoide.

Il mistero rimane, ma la meccanica quantistica ci fa fare passi in avanti nella comprensione, mettendo al proprio posto i meccanicisti, così come fecero i meccanicisti con i vitalisti.

“La vita – scrivono due scienziati come Jim Al-Khalili e Johnjoe McFadden in asonanza con quanto affermano Boncinelli e Ereditato – sembra avere un piede nel mondo classico degli oggetti quotidiani e l’altro piantato nel profondo del bizzarro mondo quantistico”.[23]

L’essere umano è il risultato, pertanto, di un campo di forza che comprende le quattro forze o interazioni fondamentali e la sua complessità soggiace sia alla fisica classica, sia alla fisica quantistica. Infine, bosoni e fermioni, che sono costituenti dell’essere umano, possono trasmutarsi gli uni negli altri, come ben spiega Feynman, in base ad una costante 137, mentre a grande scala il corpo umano ha il suo campo di forma guidato dalla legge aurea Φ e da quella frattalica.

L’orizzonte che ci si presenta è quello della trasmutazione e della metamorfosi, che anche quello della tradizione alchemica, la cui origine è da collocarsi nell’antico Egitto.

L’essere umano vivente è un abitante di una “camera di mezzo”, dove convivono fisica classica e fisica quantistica e la fisica oggi ci suggerisce nuove interpretazioni relative a quella trasmutazione dei corpi in corpi di luce, corpi di potenze, corpi celesti o spirituali che la tradizione ci ha indicato a proposito della vita dopo la morte del corpo materiale.

La “camera di mezzo”, con il suo abitante vivente, sembra essere il luogo dove si consuma l’unione delle quattro forze o interazioni fondamentali: la vita universale, Zoé.

Il dettato apollineo: “Conosci te stesso” assume così, per l’abitante intelligente della “camera di mezzo”, un valore di portata universale, dove bios (vita individuale) si rispecchia in Zoé, la vita universale ed eterna, essendone un frattale olografico.

© Silvano Danesi


[1] vedi Humberto Maturana e Francisco Varela, Macchine ed esseri viventi, Astrolabio.

[2] Rupert Shaldrake, La mente estesa, URRA

[3] Rupert Shaldrake, La mente estesa, URRA

[4] Bessel Van Der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Cortina

[5] La ricerca citata è in Psychobiological characteristics of dissociative identity disorder: a symptom provocation …Reinders, Nijenhuis, Quak J, Korf J, Haaksma J, Paans, J.A. den Boer.

[6] Bessel Van Der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Cortina

[7] P.P. Gariaev, K.V. Grigor’ev, A.A. Vasil’ev, V.P. Poponin and V.A. Shcheglov. Investigation of the Fluctuation Dynamics of DNA Solutions by Laser Correlation Spectroscopy. Bulletin of the Lebedev Physics Institute, n. 11-12, p. 23-30 (1992).

[8] Ervin Lazlo, Jude Currivan, Cosmos, Macroedizioni

[9] Burr e Northop, Teoria dei campi, Yale

[10] Burr e Northop, Evidence for existence of an electro dynamic field in living organism, Yale, 1939

[11] Alberto Gambalunga, Fisica rara, Percorsi Sunergon

[12] Carlo Rovelli, L’ordine del tempo, Adelphi

[13] Calogero Giannetto, A. Tarchini, Postfazione a . Albert Einstein, Religione Cosmica, Morcelliana

[14] Calogero Giannetto, A. Tarchini, Postfazione a . Albert Einstein, Religione Cosmica, Morcelliana

[15] Calogero Giannetto, A. Tarchini, Postfazione a . Albert Einstein, Religione Cosmica, Morcelliana

[16] Fulvio Ricci, Le onde gravitazionali, ed. Corriere della Sera

[17] Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi

[18] Richard P. Feynman, QED – La strana teoria della luce e della materia, Adelphi

[19] Lisa Randall, Passaggi curvi, Mondadori

[20] Edoardo Boncinelli, Antonio Ereditato, Il cosmo nella mente, Il saggiatore

[21] Jim Al-Khalili – Johnjoe McFadden, La fisica della vita – La nuova scienza della biologia quantistica, Bollati Boringhieri

[22] Jim Al-Khalili – Johnjoe McFadden, La fisica della vita – La nuova scienza della biologia quantistica, Bollati Boringhieri

[23] Jim Al-Khalili – Johnjoe McFadden, La fisica della vita – La nuova scienza della biologia quantistica, Bollati Boringhieri