di Francesco Vinciguerra.

“Che cosa è vero, allora, Trismegisto?

Ciò che non è contaminato, che non ha confini,

non ha colore, non ha forma, che è immutabile,

spoglio, brillante, che può essere compreso per se stesso”….

(Discorso segreto sulla montagna – Corpus Hermeticum)

L’Omeopatia (dal greco “Homoios” – simile e “Pathos” – sofferenza) fu ideata da Samuel Hahnemann anche se, invero, ci furono dei precursori.

IPPOCRATE : affermava che i malati potevano essere curati sia con rimedi contrari, sia simili alla patologia presentata.

PARACELSO : raccomandava in alcune patologie l’uso di medicamenti a dosi piccole.

Traducendo un articolo sulla chinina, Hahnemann cominciò a provare la sostanza su se stesso, pur trovandosi in buono stato di salute, constatando la comparsa di febbre intermittente che, in effetti, il chinino curava nei malati di malaria; intuì, quindi, che sostanze assunte alle dosi abituali ponderali provocavano specifici disturbi nei sani, mentre a basse dosi erano in grado di guarire. (Similia similibus curantur).

Ulteriore passo fu quello di provare altre sostanze e, per evitare effetti collaterali di sostanze tossiche, ridusse progressivamente la posologia dei medicamenti fino a dosi estremamente basse; quasi involontariamente coniò così il “Principio delle diluizioni infinitesimali”, avendo notato che l’azione dei medicamenti aumentava progressivamente con il diminuire della dose se la sostanza, nei passaggi della diluizione, veniva “Dinamizzata”, cioè agitata manualmente per aggiungere una carica di energia e potenziarne l’azione terapeutica.

L’Omeopatia è una metodica terapeutica basata su quattro principi fondamentali :

  • LEGGE DEI SIMILI
  • SPECIFICITA’ MEDICAMENTOSA
  • DOSE INFINITESIMALE
  • LEGGE di HERING

Legge dei Simili:

in natura esistono sostanze che, se assunte da individui sani per un certo periodo, producono sintomi tipici della sostanza stessa (intossicazione), così sappiamo che ogni malattia è caratterizzata da un quadro sintomatologico che le è tipico; la ricerca dell’analogia tra i sintomi di una malattia di un paziente e quelli provocati dalla somministrazione di una sostanza naturale ad un individuo sano è alla base dell’operato dell’omeopata.

Alla dottrina basata sul principio dei simili, Hahnemann diede il nome di Omeopatia, riservando il nome di Allopatia alla pratica medica che trattava la malattia con farmaci i cui effetti erano contrari ai sintomi della malattia in atto.

Specificità Medicamentosa:

Hahnemann afferma che “ogni medicamento produce effetti specifici nel corpo umano e nessun’altra sostanza medicinale può dare origine ad altri effetti che siano del tutto simili a quelli”. Questo concetto ci porta a considerare che l’interesse dell’omeopata non è rivolto alla diagnosi di malattia, ma alla diagnosi di “rimedio”, cioè di quel farmaco che nel sano provoca i disturbi più simili a quelli presentati dal  paziente in esame.

Dose infinitesimale:

Diluizione e Dinamizzazione aumentano progressivamente l’azione delle varie sostanze. Qualunque sostanza che agisce sulla vitalità è in grado di determinare un’alterazione dell’equilibrio della Forza Vitale e, quindi, un cambiamento dello stato di salute dell’individuo; l’effetto è dovuto alla sostanza usata ed è chiamato “effetto primario”, utilizzato dalla Medicina Allopatica.

Alla somministrazione di una sostanza la Forza Vitale si oppone con carattere conservativo a favore della vita; questo accade perché l’organismo umano è regolato da informazioni biologiche che tendono a mantenere costanti le varianti del sistema. Si chiama “Effetto secondario” ed è utilizzato dalla Medicina Omeopatica, dove la somministrazione ha lo scopo di “stimolare” la reazione e che, quindi, più che elevata nel dosaggio deve essere “specifica” per i disturbi del paziente.

Legge di Hering  o legge di scomparsa dei sintomi:

Nelle “vere” guarigioni, dopo la somministrazione del rimedio corretto, il paziente non giunge allo stato di benessere in modo casuale, bensì seguendo un iter ben preciso di eliminazione dei sintomi. Essi si elideranno dall’alto verso il basso (sparirà prima uno stato d’ansia che una pirosi gastrica) e dall’interno verso l’esterno (al miglioramento dell’asma può far seguito un peggioramento di un eczema cutaneo che, poi, migliorerà a sua volta); in pratica, la cura omeopatica, essendo centrifuga, mira a “buttar fuori” la malattia piuttosto che sopprimerla, dando prima precedenza ai sintomi nuovi e poi a quelli più remoti.

Ma c’è qualcosa oltre il messaggio biochimico?

Aristotele affermava che il tutto è più della somma delle singole parti, mentre Hegel asseriva che la conoscenza è solo la conoscenza del tutto. Il determinismo galileiano e l’oggettività scientifica, che partiva dal dettaglio per giungere a conclusioni generali, hanno posto il concetto di linearità nel rapporto causa-effetto per il rispetto della conservazione dell’energia; dal punto di vista “non-lineare” questo rapporto si pone invece come dissipazione d’energia, auto-organizzazione fino all’apoptosi, mentre lo scambio qualitativo avviene lungo la biforcazione tra le funzioni e l’informazione o la citoarchitettura e il comportamento. L’Omeopatia e l’Omotossicologia hanno inquadrato la patologia come misura difensiva contro le tossine da non reprimere; la teoria, reinterpretata, pone le basi sul fatto che biocibernetica e termodinamica non mostrano linearità nei sistemi biologici, ma scambiano energia e materia con l’ambiente.

L’importanza dell’informazione come comunicazione in entrata e in uscita ci ha spinto ad analizzare i fenomeni biologici da un punto di vista non biochimico, ma biofisico; tante altre teorie (Relatività, Quanti di Plank,ecc) ci hanno aperto un nuovo mondo, dove la concezione prevalente è che in natura tutto è vibrazione, almeno a livello microscopico.  Il suono delle pulsar, il suono degli elettroni che ruotano su se stessi e il DNA sono in sintonia con il concetto del mondo-universo come vibrazione armonica e, se essa non viene mantenuta, comincia la malattia. Il principio dei cinque elementi (Terra-Fuoco-Acqua-Metallo-Legno), base della Medicina Cinese, può essere associato alle cinque note principali della scala musicale (Fa-Do-Sol-Re-La); ancora, si possono individuare dodici suoni collegati ai dodici meridiani agopunturistici dove scorre energia; secondo la Medicina Indiana la salute è uno stato in cui le vibrazioni psicofisiche dell’Uomo sono in armonia con le vibrazioni del cosmo.

Pearls partiva dal presupposto che la visione d’insieme costituisce una nuova unità percettiva superiore alla somma delle sue parti; infatti, è grazie al mondo esterno che avviene lo scambio energetico, verbale, emozionale, ovvero quel processo continuo di formazione e distruzione della forma. La cultura illuminista divise l’integrazione mente-corpo; la Tradizione, invece, pone come base la certezza dell’Uomo come microcosmo integrato nel macrocosmo e tutte le cose interne ed esterne accadono perché sono unite tra di loro e con l’ambiente cosmico. In pratica, nella concezione olistica del mondo, ogni parte ha in se tutto il resto, ossia ogni parte sente e vibra con ogni altra parte.

L’essere umano non è un insieme di organi isolati, ma un sistema in cui l’armonia delle parti è condizione essenziale per la salute, ma anche per tutte quelle sfaccettature sottili che collegano il visibile all’invisibile; l’Uomo, quindi, è una Unità psicofisica composta da mente e corpo interagenti tra di loro ed essendo, come già detto, un sistema aperto di flusso coordinato, risente di una rete di raggi tellurici che percorrono la superficie terrestre e generano campi elettrici di diversa intensità, che esercitano su tutti gli esseri viventi un’influenza positiva o negativa. Queste qualità energetiche del suolo  generano Onde Elettromagnetiche autonome ma anche di risposta agli influssi cosmici e  rispondono a tre parametri : Frequenza – Forma – Ampiezza caratteristiche fisiche specifiche determinanti  modalità percettive specifiche diverse a seconda del tipo di onda (variazioni acustiche come note musicali o sfumature di colori per la luce visibile, ecc). L’organismo è un sistema a feedback inteso a mantenere l’omeostasi dinamica; lo stress è una risposta ad uno stimolo di determinata intensità – durata – frequenza in grado di modificarla.

La Biocibernetica ricerca le modalità di comportamento dinamiche dei sistemi di autoregolazione – autoadattamento – autorganizzazione,  fattori posizionati nel Tessuto Connettivo o sistema di base che viene controllato dal sistema Ipotalamo – Surrene.

è possibile intervenire per  “creare”  salute o  mantenerla?

L’Uomo è circondato da molteplici oscillazioni elettromagnetiche provenienti dal cosmo, dalla terra, dal progresso tecnologico; inoltre ogni essere vivente emette oscillazioni EM di varie intensità – frequenza e durata che informano il cervello, permettendo il mantenimento dell’omeostasi dinamica. L’Uomo è un sistema aperto sottoposto a influenze dell’alimentazione, delle radiazioni, dello smog, dell’acqua e dell’aria e in cui i propri mezzi d’informazione (SNC, Neurotrasmettitori e sinapsi) sono più lenti delle frequenze EM; se esse diventano incoerenti e disarmoniche si producono malattie. Studi approfonditi di vari autori (Popp, Argeno, Del Giudice e altri) hanno dimostrato come nei sistemi coerenti si ha lo stato di salute che i Cinesi, da migliaia di anni, hanno indicato come “armonia del Qi”.

Dal 1975 al 1990 l’emissione di onde EM è aumentato del 300% e di pari passo sono aumentati sintomi quali: dolori articolari – tumori – turbe psichiche – problemi cardiocircolatori – malattie autoimmuni – malattie allergiche – turbe del sonno – cefalee – astenia e malessere generale – intolleranze alimentari.

Studiosi dei campi elettromagnetici (Ludwig, Morell, Voll, Schimmel, Popp) hanno creato apparecchiature in grado di testare ed agire terapeuticamente con le frequenze elettromagnetiche deboli. Mentre la Medicina Allopatica mette in risalto i danni morfofunzionali degli organi con le relative alterazioni cellulari, queste tecniche innovative pongono al centro dello studio le modificazioni elettromagnetiche, ovvero la diagnostica funzionale, considerando che i danni funzionali precedono i danni anatomici – organici; l’energia che si produce in un processo chimico può essere testata con la misurazione, attraverso dei microamperometri, del potenziale elettromagnetico, essendo l’elettricità una manifestazione energetica.

L’Elettroagopuntura di Voll consente di misurare i punti principali dell’agopuntura e di valutare se una malattia si trovi nella fase umorale o cellulare secondo la Tavola di Reckeweg; quando il punto di agopuntura è in condizioni d’equilibrio ha una forza elettromotrice di 0,87 Volt, una resistività di 95 chiloohm  ed una intensità di 10 microampere che si deve opporre a quella erogata dal puntale di misurazione e produrrà un valore stazionario riportato nelle unità di misura in 50 US. Poiché la corrente di misura è positiva e viene applicata ad un punto di agopuntura elettricamente negativo, per avere un valore stabile, la forza elettromotrice del punto deve essere alimentata continuamente dall’organo che vi corrisponde; quando ciò non accade, si ha la caduta dell’indice, ovvero una diminuzione del valore sulla scala del punto misurato.

Da queste osservazioni, si giunse a Morell che pensò che i farmaci emettessero radiazioni elettromagnetiche, comportandosi come onde radio, immaginando di captarle, modularle, trasmetterle e immetterle nel circuito di misurazione del paziente; in effetti, mentre i rimedi omeopatici e, comunque, sostanze che superano nel contenuto il numero di Avogadro agiscono solo attraverso le frequenze elettromagnetiche, i farmaci allopatici, possedendo anche la materia agirebbero, oltre che per via EM, anche per via biochimica. Così Morell ideò il MORA terapia (io uso LENNOX F 59 – apparecchio corrispettivo) in grado di ricevere i segnali EM del corpo attraverso elettrodi di superficie, modificandoli e restituendoli modificati al corpo stesso con altri elettrodi. Le frequenze armoniche passano direttamente, mentre le disarmoniche – patologiche, sono “INVERTITE”.

Il Mora, ma anche LENNOX F 59, serve a cancellare le frequenze EM del paziente che sono patologiche e ostacolano in qualche modo i meccanismi di autoregolazione. In pratica, si testano le varie tossine e/o cibi, osservando la caduta dell’indice e, attraverso la cura omeopatica o la sospensione per un periodo dei cibi ritrovati e la terapia di desensibilizzazione o di auto armonizzazione, si può sbloccare la situazione.

Quali sono gli effetti dei trattamenti eseguiti con il Lennox F 59?

Il Lennox F59 esegue terapie aspecifiche e specifiche prive di effetti collaterali, indicate per pazienti di qualsiasi età affetti da malattie funzionali, croniche, acute e latenti; esso permette :

–        Recupero della capacità funzionale

–        Recupero o bilanciamento dell’energia funzionale

–        Riattivazione o normalizzazione delle difese immunitarie

–        Riattivazione dei processi di regolazione elettrolitica

–        Drenaggio elettrolitico necessario in presenza di tossine

–        Riduzione dei processi da evento acuto o cronico

–        Abbassamento del grado di allergia o intolleranza

–        Abbassamento della tensione muscolare

–       Abbassamento del livello di stress psicofisico

Cosa è possibile fare in presenza di alterazioni nello spettro elettromagnetico del corpo umano?

Lo spettro elettromagnetico di un individuo sano è caratterizzato da picchi di Ampiezza variabile a Frequenze variabili. La presenza di picchi costanti, in ampiezza e frequenza, è dovuta a disturbi la cui causa può essere di origine interna e/o esterna; analizzando lo spettro in “n” tempi successivi è possibile intercettare elettronicamente tali picchi e ricavarne ampiezza, frequenza e fase. Invertendo (sfasando di 180°) le componenti a frequenza costante del segnale acquisito e rinviando all’organismo il segnale così ottenuto, si verifica l’annullamento o la graduale riduzione dei picchi patologici e/o di disturbo.

La terapia consiste nell’inviare al paziente segnali che egli stesso ha generato; la variazione di impedenza con cui l’organismo si adegua al segnale che riceve avviene in un tempo che varia con la sua capacità di recupero.

DALLA FILOSOFIA AD UN FORMAT REALIZZABILE :

I disturbi della sfera psichica sono sempre più frequenti e caratterizzano, primariamente o come espressioni secondarie, la maggior parte delle malattie. C’è la tendenza ad inquadrare la causa di queste patologie in ambito esclusivamente biochimico o psicologico.

Diverse sono le scuole di pensiero e i filoni di ricerca, numerosi i passi avanti compiuti, frequenti le estremizzazioni e le radicalizzazione di alcune posizioni. C’è chi esalta l’eziologia psichica di questi disturbi ed arriva ad affermare che tutte le malattie, indistintamente, hanno questa origine; altri, assimilando la psiche ad un insieme di reazioni biochimiche, individuano la causa di queste problematiche esclusivamente in un’alterazione della funzionalità biologica dell’essere umano.

La Medicina Naturale, basata su principi olistici, non solo accetta la possibilità di una causa sia psichica che biochimica di qualsiasi malattia, quindi anche di quelle a manifestazione psicologica, ma ne comprende anche una strutturale e ne individua una esistenziale, espressione di disagio rispetto ad un nucleo energetico che contemporaneamente trascende e comprende le tre componenti citate.

Riallacciandoci alle leggi del “Triangolo della Salute”, infatti, ricordiamo che ogni essere umano è costituito da una componente Morfologica – Strutturale, una Biochimica – Funzionale, una Psicologica – Mentale; questi tre elementi sono racchiusi in un complesso che ha alla sua base un nucleo energetico più profondo : Anima – Spirito – Qi.

Qualsiasi malattia, ovunque abbia origine, si riflette su tutto il complesso; una patologia, inoltre, non sempre trova espressione primaria sulla componente in cui ha avuto origine. Se, dunque, vogliamo veramente curare, dobbiamo individuare l’elemento che ha dato origine alla malattia e dedicarci principalmente ad esso, ovviamente senza trascurare gli aspetti su cui si riversa secondariamente. Bisogna sempre pensare che un disturbo psichico può essere causato da alterazioni biochimiche innescate, ad esempio, dall’azione di un virus o di un parassita, da un trauma cranico o del rachide, al pari di uno shock sul piano psicologico; ancor più può essere espressione di un disagio profondo che mette in discussione la stessa esistenza dell’individuo.

Alla base di tutto ciò c’è in essere umano con una sua specifica connotazione costituzionale dinamica in profonda evoluzione rispetto agli input che gli provengono dall’ambiente che lo circonda; ciò significa che lo studio del paziente non può essere disconnesso dall’ambiente in cui vive.

Questa visione globale della malattia permette un approccio terapeutico più ampio ed articolato, che mette al centro del progetto l’essere umano e non esclusivamente la malattia, estrapolata dal contesto in cui trova espressione; in un’ottica integrata della medicina la risposta può essere multipla, diretta ad una o più componenti, applicando più forme terapeutiche contemporaneamente o in opportuna sequenza.

Un approccio multidisciplinare tra varie forme di Medicina Naturale e, al bisogno, di queste con la Medicina Convenzionale, può contare sull’uso di farmaci delle rispettive branche, senza alcun timore; non devono, altresì, essere disdegnate le varie tecniche terapeutiche manuali e diagnostiche se al centro della loro stessa forma e validità mettono il bene e la salute dell’individuo.