Tratto da: R. Ambelain, “L’Alchimie Spirituelle – La voie intérieure”, La Diffusion Scientifique, Parigi 1993 – Traduzione di Giuseppe Rampulla

La Crisopea è ottenuta dalla lenta cottura dell’Uovo Filosofico (matraccio), esso stesso in un bagno di sabbia. In seno all’Athanor, nasce dall’amalgama e dalla co-distruzione dell’Oro dei Saggi e dell’Argento dei Saggi.

L’Alchimia Spirituale

L’Unità della Materia è il postulato di partenza degli antichi Ermetisti, e oggi la moderna fisica nucleare e la chimica ce lo dimostrano nel realizzare materie e prodotti totalmente sconosciuti un tempo, dimostrandoci che ha ragione l’antico adagio, il quale vuole che: “Omnia ab uno et in unum omnia” ovvero “tutto è nell’uno e l’uno è in tutto”.

“Tutte le cose provengono dallo stesso germe ed esse sono state tutte generate dalla medesima Madre” (Basilio Valentino, Il Carro Trionfale dell’Antimonio).

“L’Anima degli Uomini, i Demoni, i Santi Angeli, tutti vengono da una sola Sorgente, e l’Uomo contiene in sé la parte del mondo Esteriore che il Demonio racchiude egualmente in sé, ma in un Principio differente…” (Jacob Boehme, Della Elezione di Grazia).

Molto prima di questi filosofi, la Gnosi tradizionale già aveva proposto questo concetto nella sua affermazione dottrinale dell’Emanazione, affermando che tutte le creature spirituali sono state emanate da una Sorgente unica: Dio – Abisso,  assolutamente non create dal nulla, per emissioni successive delle Cause Seconde dalle Prime, le Terze dalle Seconde e così via, tutto dall’Uno Originale che è Dio.

Conseguenza di questa dottrina: tutto ciò che è presente quaggiù è di origine divina ma, prigioniero di un mondo grossolano, degenera e sminuisce le proprie possibilità spirituali; tutto ciò può pretendere di ritornare di nuovo all’origine e quest’Opera di rigenerazione si chiama la “Reintegrazione”.

L’Alchimia si divideva sin d’allora in tre tappe di probazione:

1) L’Opera, che trasmuta i metalli in oro puro dallo stato di metallo imperfetto.

2) L’Elisir di Lunga Vita, specie di medicina universale, capace di guarire ogni malattia e di assicurare una longevità considerevole, finanche l’immortalità. Non bisogna prendere queste affermazioni se non nel loro senso spirituale.

3) La Reintegrazione Universale, cioè la rigenerazione del Cosmo Intero, di tutte le creature spirituali, obiettivo ultimo della vera Alchimia.

“Non c’è differenza essenziale tra la Nascita Eterna, la Reintegrazione e la scoperta della Pietra Filosofale. Essendo tutto uscito dall’Unità, tutto deve ritornarvi in ugual modo …” (Jacob Boehne, De Signatura Rerum).

In merito al misterioso Elisir di Lunga Vita possiamo trovare eco in queste parole: “..la rinascita è triplice, prima la rinascita nella nostra ragione, seconda quella nel nostro cuore e nella nostra volontà, terza la rinascita corporale. Molti uomini pii, che cercano Dio, sono stati rigenerati nello spirito e nella volontà, ma pochi hanno conosciuto la rinascita corporale…” (Karl von Eckhartshausen, La Nube sul Santuario).

Conviene tuttavia distinguere tra Alchimisti e Soffiatori. I primi, filosofi in possesso di una dottrina millenaria (la Gnosi), avevano teorie particolari che non permettevano loro d’allontanarsi da certi limiti nelle loro ricerche. Il loro campo di ricerca era il mondo Metallico.

I secondi, al contrario, sprovvisti di conoscenza esoterica e scientifica, empirici in sommo grado, facevano sfilare nelle loro storte i prodotti più improbabili dei tre Regni, non esitando a lavorare sulle sostanze più strane, come i residui naturali più ripugnanti.

Gli alchimisti hanno conservato e dimostrato la fondatezza dell’Ermetismo e dell’alchimia; i soffiatori li hanno ignorati, ma hanno creato la Chimica.

L’esistenza di una Alchimia Spirituale come elemento della reintegrazione individuale dell’Adepto, è provata, senza smentita, dalla lettura degli antichi autori. Senza dubbio tutti dei buoni cristiani. Ma non lo erano, forse perché avevano compreso che Conoscenza e Saggezza dovevano andare di pari passo, e che la Conoscenza senza la Saggezza era peggiore dell’ignoranza sola?

Così, nella rarissima opera di Bernardo da Treviso “La Parola Perduta” si dice: “..così è Trinità in Unità, ed Unità in Trinità poiché là dove sono lo Spirito, Anima e Corpo, là sono pure, Zolfo, Mercurio e Sale.”

E Albert Poisson conclude così:

“La Grande Opera ha per conseguenza un triplice scopo nel mondo Materiale: La Trasmutazione dei metalli per farli arrivare all’Oro, la perfezione. Nel microcosmo il perfezionamento dell’Uomo Morale, e nel mondo Divino la contemplazione della Divinità nel Suo Splendore. In base alla seconda accezione, l’Uomo è dunque l’Athanor filosofico in cui si compie l’elaborazione delle Virtù. È dunque in questo senso, secondo i mistici, che bisogna intendere queste parole: “Poiché l’Opera è con voi ed in voi, in modo che, trovandola in voi stessi, dove è continuamente, voi l’avrete così sempre, in qualsiasi parte voi sarete, sulla terra o sul mare”.

Citando Basilio Valentino:

“Di queste cose sappi, o amico mio, appassionato dell’Arte alchemica, che la Vita è unicamente un grande e vero Spirito, e che per conseguenza tutto ciò che il volgare o ignorante stima esser morto, deve in cambio essere ricondotto ad una vita incomprensibile, visibile e spirituale, ed in quella deve essere conservata…”. (Basilio Valentino, Le dodici Chiavi della Filosofia).

“In breve, se tu vuoi realizzare la nostra Pietra, sii senza peccato, persevera nella Verità. Prendi la risoluzione, dopo aver acquisito il dono divino che auguri, di tendere la mano ai poveri, ai bisognosi ed a rialzare coloro che sono nella disgrazia.”. (Basilio Valentino, Il Rebis delle dodici Chiavi).

Ai quattro ELEMENTI naturali degli Antichi: ACQUA (idrogeno) – ARIA (azoto) – FUOCO (ossigeno) – TERRA (carbonio), corrispondono le quattro QUALITÀ: UMIDO – CALDO – SECCO – FREDDO, ed i quattro TEMPERAMENTI: SANGUIGNO – BILIOSO – NERVOSO – LINFATICO.

È il piano corrispondente alla realizzazione detta dell’Alkaest.

Allo stadio superiore di questi quattro modi di manifestazione, nella materia della Vita, gli alchimisti traevano, per copulazione, i tre termini del secondo piano, che definivano la realizzazione dell’Azoto e cioè i tre principi essenziali per l’inizio dell’Opera:  Acqua + Aria (principio MERCURIO), Aria + Fuoco (principio ZOLFO), Fuoco + Terra (principio SALE).

Qui l’Opera poteva sperare di passare dal Nero al Bianco.

In effetti, per la copulazione dei principi mercurio e Zolfo, l’Adepto trovava ed otteneva l’Argento filosofico o Mercurio dei Saggi. Dalla copulazione dei Principi Zolfo e Sale, otteneva l’Oro filosofico o Zolfo dei Saggi.

–       Principio Mercurio + Zolfo = Argento Filosofico (Mercurio dei Saggi).

–       Principio Zolfo + Sale = Oro Filosofico (Zolfo dei Saggi).

Infine, per copulazione del Mercurio e Zolfo dei Saggi, l’Opera passava dal Bianco al Rosso e l’Adepto otteneva la Pietra Filosofale, la Crisopea.

La strada di Mercurio veniva indicata anche come il Palazzo della Regina, perché conduceva alla “Sposa Bianca” (il Mercurio); la strada del Sale era il Palazzo del Re, perché conduceva al “Marito Rosso” (lo Zolfo).

Questa via materiale e sperimentale si rivelava, dunque, una via trascendentale e spirituale quando ai quattro elementi di partenza, si facevano corrispondere le Quattro Virtù Cardinali dell’antica Scolastica:

–       Fuoco = Forza

–       Aria = Giustizia

–       Acqua = Temperanza

–       Terra = Prudenza.

Ai tre Principi sorti da questi quattro Elementi corrispondevano le Tre Virtù Teologali, e dunque:

–       Principio Zolfo = Fede

–       Principio Mercurio = Speranza

–       Principio Sale = Carità.

Ai due Metalli Filosofici (Argento dei Saggi e Oro dei Saggi) nati dalla coagulazione dei tre Principi Zolfo, Mercurio e Sale, corrispondevano allora le due Virtù Sublimi:

–       il Mercurio dei Saggi corrisponde alla Indulgenza

–       lo Zolfo dei Saggi corrisponde alla Saggezza.

Queste due Virtù Sublimi, passate sotto silenzio come tali nella teologia classica, e ricondotte al rango di doni dello Spirito Santo (che sarebbe infinitamente meglio chiamare in modo diverso), sono segnate nelle Sacre Scritture, con totale preminenza:

Bibbia Cattolica: Re 5,11-12; Bibbia Protestante: Re 3,10- 12. “E Dio disse a Salomone: Poiché tu non Mi hai domandato una lunga vita, né ricchezze, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato l’intelligenza e la saggezza per agire con giustizia, Io agirò secondo la tua parola e ti donerò un cuore pieno di saggezza ed intelligenza…” .

Citiamo anche (Deuteronomio 4,6) “…poiché là sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli…” …

Sappiamo come nel ternario superiore del sistema Sephirotico della Kabbalah ebraica, Binah, l’intelligenza, è l’attributo di ciò che corrisponde alla visione, all’intuizione, alla penetrazione ed all’informazione. Come tale, l’intelligenza è dunque anche “conoscenza” delle cose divine assolute (Gnosis).

Essa ha come complemento Chokmah, la saggezza, che esprime assai bene l’idea della scelta del migliore, tra i dati accessibili all’intelligenza (Binah), e che non opera nel suo seno che per eliminazione. È la sottomissione spontanea, intelligente e comprensiva, ad un Bene che scorge dominante. Come tale è una discriminazione tra il Bene ed il Male e la scienza di questi.

Così, dunque, l’Intelligenza è la Conoscenza massima, e la Saggezza l’uso che se ne fa.

Come dallo Zolfo e dal Mercurio dei Saggi nascerà venuto il momento, nell’Uovo Filosofico (dagli Alchimisti chiamato anche il Sublimatore), la “Pietra al Rosso”, la Crisopea, così nasce, nell’Anima dell’uomo, questo Athanor (Fuoco Filosofico), di cui il Cuore è il Sublimatore (o Uovo Filosofico), l’Illuminazione Totale, elemento decisivo della Reintegrazione, e questo termine ultimo dell’Opera ha per nome “Luce Divina”.