Un convegno sulla Massoneria e il mare può apparire singolare e strano, ma a ben vedere il mare, nei suoi significati mitici e archetipici, è uno degli elementi fondamentali di riflessione per un percorso iniziatico.
“Sono l’Oceano Pacifico e sono il più grande di tutti. Mi chiamano così da tanto tempo”. Comincia così “Una ballata del mare salato”, opera del massone Hugo Pratt, un romanzo a fumetti il cui protagonista è Corto Maltese, un marinaio colto, avventuriero e pirata, disilluso, la cui mancanza di paura appare filosofica, quasi soprannaturale.
Il mare salato è l’Okeanos, il mitico serpente che avvolge la terra, il grande abisso dal quale emerge ciò che è manifesto: l’arché, l’apeiron, il senza limite.
Il mare è stato nei secoli una delle vie privilegiate di diffusione della conoscenza ed è stato anche la via della diffusione della Massoneria nei secoli XVIII e XIX. Le navi che solcavano il mare sono state anche sedi di Logge.
Il mare ha ispirato il linguaggio marinaresco di alcune Logge.
Il mare, quando nella sua nerezza notturna è illuminato da migliaia di minuscole luci, è il simbolo del brulicare della vita nel vuoto apparente: il nero luminoso. Oggi quel nero luminoso è il campo quantico, ma l’animo poetico degli abitanti delle terre che si affacciano sull’Adriatico lo chiamano “mare in amore”. Il convegno si è svolto Sabato 16 dicembre 2017  nella Sala Panoramica del Best Western David Hotel di Porto San Giorgio